L’energia solare ci sta aiutando molto nelle ondate di caldo

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20 Agosto 2026

Durante le ondate di caldo il fotovoltaico ha aumentato la produzione di elettricità proprio mentre siccità e temperature elevate stanno riducendo la capacità di alcune centrali nucleari, a gas, a carbone e idroelettriche.

Il fotovoltaico sta aiutando a stabilizzare la rete elettrica durante le ondate di calore grazie a una produzione più alta della norma

Perché il fotovoltaico è particolarmente utile durante le ondate di caldo, proprio mentre caldo e siccità mettono in difficoltà altre fonti di energia?

Il solare è l’unica fonte di energia che ha prodotto addirittura di più durante le ondate di caldo di quest’estate.

Un recente report di Ember riporta che la produzione media giornaliera da fotovoltaico è stata più alta durante le ondate di calore rispetto alle altre giornate di giugno e luglio: +17% in Francia e Ungheria, +5% in Spagna.

In tutta l’UE la produzione di energia solare ha raggiunto livelli record a giugno (52 TWh) e a luglio (55 TWh), fornendo per la prima volta in assoluto un quarto dell’elettricità del continente.

Il beneficio non è stato solo l’aumento della produzione ma anche il tempismo: il sole brilla di più proprio quando la domanda di aria condizionata raggiunge il picco.

Il solare ha quindi contribuito a stabilizzare la rete in un momento in cui la domanda giornaliera di elettricità è salita fino al 28% (dato massimo, registrato in Italia) per via del maggiore utilizzo di condizionatori e, proprio a causa di siccità e caldo, le centrali termoelettriche faticavano a funzionare normalmente.

Come la siccità riduce la produzione delle centrali elettriche in Europa

La produzione da idroelettrico e termoelettrico (nucleare, gas e carbone) in Europa è stata ridotta o ha subito vere e proprie interruzioni a causa della mancanza di acqua e del caldo senza precedenti:

Perché il caldo mette in difficoltà le centrali nucleari

Sono soprattutto quelle che si servono dei fiumi (il 14% del parco nucleare mondiale) ad essere particolarmente esposte agli aumenti di temperatura e alla siccità: non solo perché l’acqua potrebbe essere troppo scarsa o troppo calda per raffreddare i reattori, ma anche perché normative ambientali vietano alle centrali lo scarico di acqua oltre una certa temperatura per la tutela della fauna acquatica.
Il caldo, la siccità e un afflusso eccezionale di meduse hanno costretto alla chiusura 13 reattori nucleari francesi (pari al 20% circa della produzione elettrica nucleare del paese). Interruzioni dei reattori o produzione ridotta si sono verificate anche in Ungheria, Romania e Svizzera a causa dei bassissimi livelli idrici di tutti i maggiori fiumi europei.

Anche le centrali a gas risentono di caldo e siccità

Anche le centrali a gas subiscono gli effetti negativi del caldo e della siccità perché spesso si affidano a bacini idrici o corsi d’acqua per raffreddare le turbine. Inoltre l’efficienza di una centrale a gas diminuisce all’aumentare della temperatura.
In UK a giugno cinque centrali hanno segnalato riduzioni di produzione, sottraendo 2,5 GW alla capacità elettrica britannica. Anche in Francia e in Italia lungo il Po le centrali a gas hanno dovuto produrre meno energia a causa dei fiumi prosciugati.

La siccità riduce la produzione delle centrali a carbone

Le centrali termoelettriche a carbone, come quelle a gas, utilizzano l’acqua per il raffreddamento delle turbine: in Polonia, i livelli idrici estremamente bassi della Vistola hanno costretto a ridurre la produzione delle centrali a carbone di Kozienice e Połaniec, sottraendo circa 1,3 GW al sistema elettrico. La stessa cosa è successa alle centrali a carbone di Kostolac in Serbia, sul Danubio.

L’idroelettrico ai minimi degli ultimi dieci anni

A causa della siccità, nei mesi di maggio, giugno e luglio, la produzione idroelettrica dell’UE ha raggiunto il livello più basso degli ultimi dieci anni. Produzioni inferiori rispetto alle medie stagionali si sono registrate in quasi tutti i paesi maggiori produttori idroelettrici, che sono Italia, Francia, Spagna, Germania, Svezia, Austria.

Come reagiscono i pannelli fotovoltaici alle alte temperature

Anche i pannelli solari risentono delle alte temperature, ma l’effetto è relativamente modesto: secondo un recente studioogni grado in più riduce la produzione di circa lo 0,4-0,5%.

Il fatto che le alte temperature si verifichino spesso in corrispondenza con un meteo soleggiato permette all’energia solare di compensare la minore efficienza durante le ondate di calore con una maggiore produzione.

Aumento dei prezzi elettricità, soprattutto di sera

La maggiore produzione solare di giugno e luglio non è stata sufficiente però a tenere a bada i prezzi medi giornalieri dell’elettricità, che durante le ondate di calore sono aumentati notevolmente in Ungheria (+119%), in Francia (+44%), in Italia (+13%). Ancora di più è aumentato il prezzo dell’elettricità nelle ore serali (in Italia un picco di 285 €/MWh, valore che ci riporta agli ordini di grandezza della crisi energetica del 2022). 

Il solare ha contribuito a limitare gli aumenti durante le ore diurne, ma i prezzi sono cresciuti più bruscamente nelle prime ore serali, in cui si ricorre al gas, oggi sempre più costoso.

Batterie e flessibilità: la soluzione per abbandonare il gas

Per Ember questo è “un chiaro segnale di necessità di maggiore flessibilità per il sistema energetico”, che potrebbe derivare dall’impiego di batterie, dalla gestione della domanda o da una maggiore interconnessione tra paesi o regioni.

L’utilizzo di batterie è complementare all’energia solare perché permetterebbe di accumulare l’energia in eccesso prodotta durante il giorno per utilizzarla la sera.