Le Note del Prof: quanta energia consumerà l’AI

Il Giusto Clima   Approfondimenti   
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6 Marzo 2026

Gianluca Ruggieri commenta la richiesta in Italia di nuove connessioni alla rete per 78 GW per data center: una bolla come quella di internet negli anni 2000?

Spesso i consumi energetici dell’intelligenza artificiale sono sopravvalutati. Hannah Ritchie sul suo blog Sustainability by Numbers ricorda che una doccia calda consuma come 5.000 ricerche su ChatGPT, giusto per dare una proporzione alle cose.

Eppure si moltiplicano gli allarmi, questo anche perché ci sono numerosissime richieste di connessione alla rete elettrica di nuovi impianti di data center. Negli USA sono stati già cancellati tanti di questi progetti, spesso per l’opposizione della popolazione locale ma talvolta anche per valutazioni economiche.

Da internet all’ai

In un recente articolo Amory Lovins, il fondatore del Rocky Mountain Institute, ricorda che già all’inizio degli anni 2000 vennero messi in campo importantissimi nuovi investimenti su strutture energetiche che avrebbero dovuto coprire i presunti nuovi enormi consumi energetici di internet, che stava nascendo e si stava sviluppando in quegli anni. Ma dopo lo scoppio della bolla, 120 miliardi di infrastrutture energetiche sostanzialmente si rivelarono inutili.

In Italia richieste di connessione alla rete per 78 GW

Anche in Italia sta succedendo qualcosa di simile: la richiesta di nuove connessioni per data center a gennaio è arrivata complessivamente a 78 GW. Per avere un confronto, considerate che nel 2024 in Italia, nel momento di massima richiesta di elettricità sulla rete, la richiesta era di 57 GW, dato abbastanza stabile se pensiamo che nel 2005 era di 55 GW (quindi in quasi 20 anni è praticamente rimasto stabile, passando da 55 a 57 GW).

Se dovessero maturare tutte queste richieste di connessione per 78 GW dovremmo fare un balzo enorme, passando da 57 a 135 GW di richiesta massima sulla rete, che significherebbe più che raddoppiare le centrali elettriche nel nostro paese.

Chi paga le nuove centrali a gas negli USA

Negli Stati Uniti questo sta portando a massici investimenti non solo in eolico, fotovoltaico e batterie, ma anche in nuove centrali a gas, che andranno a pesare direttamente sulle bollette degli statunitensi, anche se non dovessero mai produrre un chilowattora. Si tratta di investimenti che le grandi aziende energetiche fanno sapendo di essere coperte dal punto di vista dei costi: se va male pagano gli utenti del sistema elettrico nelle bollette e invece se va bene pagano i data center che utilizzerebbero questa energia.

Un dato fuori dalla realtà

Il dato di 78 GW per l’Italia è un dato che francamente non sta né in cielo né in terra. Non riesco neanche lontanamente a immaginarmi che possa essere vicino a qualcosa di realistico. I dati reali li scopriremo probabilmente tra 5-10 anni ma tutto mi lascia pensare che saremo molto ma molto al di sotto di questi numeri.

In ogni caso è qualcosa con cui dovrà fare i conti il nostro sistema energetico, che purtroppo è in una situazione di totale assenza di pianificazione, sia in tema di data center ma anche in termini generali. I rischi sono enormi e il problema è che probabilmente rimarranno in capo non solo agli investitori, ma a tutte e a tutti noi.

“Le Note del Prof” è il titolo della rubrica settimanale energetica a cura di Gianluca Ruggieri, in onda tutti i mercoledì sera a Il Giusto Clima su Radio Popolare. Questo testo è tratto dall’editoriale della puntata del 4 marzo 2026.