Le Note del Prof – Il nucleare nel deserto italiano
;La legge delega sul nucleare è l’ennesimo specchietto per le allodole: una scusa per non fare nulla oggi e rimandare tutto a domani

Il dibattito sul nucleare in Italia è tornato al centro per via della nuova legge delega approvata dal Parlamento: ma quali sono le soluzioni proposte per mitigare la crisi energetica? E il piano per la decarbonizzazione?
Chi segue Il Giusto Clima sa che siamo da sempre impegnati nel processo di decarbonizzazione. Il nostro nemico sono le fonti fossili e in particolare il loro impatto sull’ambiente, sulle persone e le comunità.
ènostra: solo fonti di energia rinnovabili
Sappiamo che in un processo di decarbonizzazione l’energia nucleare in Italia potrebbe avere un ruolo, e probabilmente a livello mondiale lo avrà.
Nello statuto della cooperativa ènostra però ci siamo dati come obiettivo quello di “Realizzare un modello energetico sostenibile, democratico, partecipato, cooperativo, resiliente e basato sull’utilizzo esclusivo di energia da fonti rinnovabili”. Nella missione di ènostra non c’è l’energia nucleare, anche perché il modello energetico partecipato, democratico e cooperativo ha delle caratteristiche che secondo noi mal si conciliano con una energia come quella nucleare. La decarbonizzazione richiede infatti un insieme coordinato di politiche che comprendono elettrificazione dei consumi, efficienza energetica ed energie rinnovabili.
Politica energetica in Italia: la nuova legge delega sul nucleare
Non ci siamo mai messi a fare la guerra all’energia nucleare, ma non ci lascia indifferenti il fatto che da tempo in Italia ogni ragionamento sull’energia ruota attorno al nucleare. Né ci lascia indifferenti la legge delega approvata dal Parlamento la scorsa settimana finalizzata a legiferare sul nucleare.
Non tanto perché si legifera sul nucleare, quanto piuttosto perché si rinuncia a legiferare su tutto il resto. Se anche sviluppassimo impianti nucleari – cosa che noi non riteniamo necessaria – dovremmo comunque dedicarci a moltissime altre cose su cui il governo non sembra avere la minima intenzione di legiferare.
Elettrificazione, efficienza energetica ed energie rinnovabili in Italia: cosa manca davvero
Dovremmo ad esempio elettrificare i consumi finali. Non possiamo alimentare una caldaia a gas con l’energia elettrica prodotta dal nucleare: dovremmo comunque installare pompe di calore. Stessa cosa vale per le auto a benzina o a gasolio, che vanno sostituite con auto elettriche.
Ma di interventi su elettrificazione o efficienza energetica non vi è traccia. Il nostro governo addirittura non ha ancora implementato il piano di esecuzione previsto dalla direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici “case green”.
Strategia energetica italiana: manca un piano per la decarbonizzazione
Insomma: il contesto in cui viene approvata dal Parlamento questa legge delega sul nucleare è quello di un’assenza totale di un quadro generale.
In questo quadro generale in Italia, il ritardo nello sviluppo delle energie rinnovabili rappresenta uno dei principali ostacoli al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti per il 2030.
Il nucleare ha tempi che non si conciliano coi target al 2030, che è tra soli quattro anni. Intanto viviamo una crisi energetica che richiederebbe delle misure nell’immediato, che noi chiediamo almeno da marzo. Ad esempio, visto il caldo che si è verificato ad aprile, si sarebbe potuto anticipare la fine della stagione di riscaldamento in modo da non sprecare gas. Invece nulla.
Riduzione delle accise: l’unica cosa che è stata fatta e però non serviva
L’unico provvedimento che il governo italiano prevede per affrontare la crisi energetica è la riduzione delle accise sui combustibili benzina e gasolio che è esattamente il contrario di quello che servirebbe. Ridurre le accise fa pensare che non ci sia nessun problema, che possiamo continuare a bruciare benzina e gasolio esattamente come prima, quando invece dovremmo dare dei segnali di prezzo: dovremmo far capire che meno si consuma meglio è.
Potremmo prevedere delle misure di sostegno ai redditi medi e bassi che non passano attraverso la riduzione dei consumi dei prezzi di benzina e gasolio, ma tramire integrazioni del reddito, come fu fatto ai tempi del COVID. Ma di tutto questo, di nuovo, non c’è traccia.
Nucleare e crisi energetica: una soluzione rimandata senza politiche concrete
Dentro questo deserto totale di provvedimenti e di pianificazione nel campo energetico, una legge delega sul nucleare sembra uno specchietto per le allodole, una scusa per non fare nulla oggi e rimandare tutto al domani. Tutto a dopo le elezioni del prossimo anno.
Per fare per l’ennesima volta gli interessi di Eni. Non ci sorprende: è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
“Le Note del Prof” è il titolo della rubrica settimanale energetica a cura di Gianluca Ruggieri, in onda tutti i mercoledì sera a Il Giusto Clima su Radio Popolare. Questo testo è tratto dall’editoriale della puntata del 10 giugno 2026.


