Legacoop compie 140 anni: l’energia della cooperazione
;Partner storico di ènostra, Legacoop celebra i suoi 140 anni. Attilio Dadda racconta il valore politico, sociale e intergenerazionale del modello cooperativo

Il 10 ottobre 1886 a Milano nasce Legacoop, la più antica associazione di rappresentanza delle cooperative in Italia. In via Crocefisso 15, proprio dove i 100 delegati si riunirono per dare vita all’alleanza che attualmente coinvolge più di 10.000 cooperative in tutta Italia, oggi c’è una targa a celebrare questo anniversario. Sulla targa una foto d’epoca coi soci cooperatori che tengono in mano due ritratti: Karl Marx e Gesù Cristo, a testimonianza della pluralità delle culture che hanno attraversato le origini della cooperazione.
“A 140 anni dalla fondazione, la cooperazione è tuttora una delle strutture portanti della storia economica italiana: una forma d’impresa capace di coniugare competitività, solidarietà, radicamento territoriale e apertura internazionale”, afferma Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia e vicepresidente vicario di Legacoop. “La cooperazione ha attraversato oltre un secolo di trasformazioni del Paese perché ha saputo cambiare senza perdere la propria identità ma con la capacità di rigenerarsi e rispondere collettivamente ai nuovi bisogni”.
Transizione ecologica e cooperazione tra cooperative
Di fronte alle crisi attuali, quel modello offre risposte concrete: “Con convinzione rivendichiamo il valore politico e sociale dell’impresa cooperativa: un modello democratico che redistribuisce opportunità, produce inclusione e genera valore condiviso”, prosegue Dadda, ribadendo che “la cooperazione è una forma d’impresa e di democrazia economica con cui governare le transizioni”.
È qui che si radica la collaborazione storica con ènostra. “Per le tematiche di cui si occupa e per il modello interno che applica, ènostra rappresenta una delle avanguardie della cooperazione attuale, a partire dalle dimensioni e dai processi che, potremmo dire, ha quasi inventato”, evidenzia Dadda. “La cooperazione ha sempre più bisogno di sperimentare e stare sulle frontiere economiche, per rispondere alle sfide del nostro tempo. L’energia è chiaramente un terreno di sperimentazione, dove la cooperazione può fare la differenza coniugando lo sviluppo dell’impresa con la natura democratica del potere. Legacoop può nutrire e supportare queste esperienze ed esserne a sua volta nutrita, in uno scambio che alimenta la natura stessa della cooperazione”.
Progetti condivisi: Comunità Energetiche Rinnovabili e solidarietà nei territori
Come afferma Dadda, ènostra rappresenta per Legacoop il “riferimento principale nel settore energetico”: negli anni, l’intesa tra le due realtà si è espressa in numerose iniziative congiunte.
In particolare il 2023 è stato un anno chiave, a cui risale l’accordo strategico tra ènostra e Legacoop Romagna per l’attivazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), l’ingresso di Coop Sole, cordata di cooperative romagnole partner di Legacoop, come socio produttore di ènostra con un impianto da 1 MWp su discarica, ma anche la campagna lanciata da ènostra insieme a Legacoop e Banca Etica “Un abbraccio ai braccianti”, in sostegno delle Cooperative Agricole Braccianti (CAB), vittime dell’alluvione in Emilia-Romagna di maggio 2023.
Sostenibilità integrale e ricambio generazionale
Se nel rapporto tra aziende vige competitività e un certo grado di diffidenza reciproca, il modello cooperativo si fonda invece proprio sulla cooperazione tra cooperative. Questo approccio, molto lontano da quello dominante, garantisce maggiore sostenibilità.
“La sostenibilità per noi contiene tutte le dimensioni: economica, sociale, ambientale e di potere”, commenta Dadda. “Questa condizione è specifica della cooperazione, gli altri modelli economici esternalizzano o non considerano queste dimensioni come interconnesse. La cooperazione non è speculativa, non delocalizza, redistribuisce e si avvale della presenza dei soci e delle socie nei territori”.
Una prossimità che dialoga con una dimensione globale: Legacoop è infatti parte attiva dell’International Cooperative Alliance (ICA), nel cui board globale siede lo stesso Dadda.
“Cooperare è un modo di stare al mondo”
Le proteste dei giovani in tutta Europa sono il sintomo di una crisi che riguarda anche una frattura profonda del mondo del lavoro. Oltre al precariato e alle difficoltà economiche, è anche una crisi etica, che allontana i giovani da tanti ambiti dell’economia dannosi per il Pianeta e per le persone.
Di fronte a questo problema complesso, la cooperazione “oggi è uno dei modelli che più corrisponde alle aspettative delle giovani generazioni, attente ai bisogni collettivi e alle crisi in atto, e lo fa anche valorizzando e tutelando la qualità del lavoro, che non può essere separata dalla qualità della vita”.
Per favorire il protagonismo giovanile, “dalla formazione alla contrattazione nazionale, dalla digitalizzazione ai progetti che sostengono l’avvio di nuova cooperazione, Legacoop si impegna nella creazione di possibilità di futuro dove i giovani siano protagonisti, parte della governance e non solo destinatari di percorsi avviati altrove”. Perché in fondo, conclude Dadda, “la mutualità può accompagnare queste traiettorie. È una sfida che ci riguarda, cooperare è un modo di stare al mondo”.


