Nature Has No Borders: 4 milioni per riconnettere la natura

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15 Ottobre 2026

Dal 15 ottobre è possibile sottoscrivere l’ICE lanciata dalla Fondazione Capellino per tutelare la biodiversità e votare i progetti candidati al bando Nature Has No Borders

La transizione ecologica non riguarda soltanto il modo in cui produciamo e consumiamo energia. Riguarda anche come costruiamo le infrastrutture, utilizziamo il territorio e lasciamo spazio alla natura.

In Europa, strade, ferrovie, aree urbanizzate, dighe e altre infrastrutture hanno progressivamente frammentato molti habitat naturali. Aree di grande valore ecologico possono così trasformarsi in “isole”, separate da barriere che rendono più difficile lo spostamento delle specie e il funzionamento degli ecosistemi.

Da questo problema nasce Nature Has No Borders, la campagna europea promossa da Fondazione Capellino per riportare al centro del dibattito la connettività ecologica: la possibilità di mantenere o ristabilire collegamenti funzionali tra habitat terrestri, corsi d’acqua, zone umide e aree protette.

La natura non conosce confini

Un fiume attraversa territori diversi e molte specie hanno bisogno di spostarsi tra aree anche molto distanti. La crisi climatica rende questa possibilità ancora più importante.

L’Unione europea dispone già di strumenti fondamentali per la tutela della biodiversità, dalla rete Natura 2000 alle direttive Habitat e Uccelli fino alla Nature Restoration Law. Nature Has No Borders parte però dalla necessità di rafforzare il coordinamento europeo sulla connettività ecologica e sulla cooperazione tra territori.

La campagna agisce su due livelli: sostenere interventi concreti sul territorio e portare contemporaneamente il tema all’attenzione delle istituzioni europee.

Un bando per riconnettere gli habitat

La prima componente è un bando europeo finanziato da Fondazione Capellino, rivolto a organizzazioni non profit, enti locali, gestori di aree protette, università, centri di ricerca e partenariati senza scopo di lucro.

L’obiettivo è sostenere progetti capaci di ripristinare o rafforzare la connettività tra aree naturali terrestri e fluviali.

Il programma interessa nove Paesi europei e mette a disposizione 4 milioni di euro. Saranno selezionati 12 progetti e una parte della scelta coinvolgerà direttamente i cittadini attraverso una votazione pubblica, che per la prima delle tre categorie di progetto inizierà il 15 ottobre 2026.

Un’Iniziativa dei Cittadini Europei

La seconda componente è un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE).

L’ICE permette ai cittadini dell’Unione di chiedere alla Commissione europea di valutare un intervento legislativo. Per arrivare all’esame formale della Commissione occorre raccogliere almeno un milione di dichiarazioni di sostegno, raggiungendo le soglie previste in almeno sette Stati membri.

L’ICE “riconnettere la natura attraverso la creazione di corridoi europei per la biodiversità” chiede un quadro europeo più coordinato per rafforzare la connettività tra habitat naturali, ecosistemi terrestri e acque interne e favorire la cooperazione tra territori e Paesi.

La raccolta inizierà il 15 ottobre 2026 e resterà aperta fino al 14 ottobre 2027.

Due strumenti, uno stesso obiettivo

Bando e ICE operano quindi su due piani diversi ma complementari: il primo sostiene interventi concreti sul territorio; il secondo porta la stessa questione sul piano europeo.

È anche un modo per ricordare che energia, clima, uso del suolo e biodiversità fanno parte della stessa transizione. Rendere più sostenibile il nostro sistema energetico significa anche interrogarsi su come infrastrutture e attività economiche possano convivere con ecosistemi funzionanti.

Dal 15 ottobre sarà possibile partecipare direttamente alla campagna: votando i progetti candidati al bando Nature Has No Borders e accedendo alla piattaforma dell’Unione europea per sostenere l’Iniziativa dei Cittadini Europei.