Svolta storica: eolico e solare superano le fonti fossili in UE

Il Giusto Clima   Novità da ènostra   
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30 Gennaio 2026

Dati Ember 2025: il solare cresce veloce, il carbone prosegue il suo declino e il gas registra un +8% per compensare al calo di idroelettrico dovuto a minore pioggia.

Nel 2025 per la prima volta nella storia l’eolico e il solare hanno prodotto più elettricità delle fonti fossili in Unione Europea. Una svolta storica al centro del report European Electricity Review 2026 di Ember. Ne abbiamo parlato a Il Giusto Clima con Beatrice Petrovich, senior energy analyst di Ember e autrice dello studio.

Nel 2025 eolico e solare hanno generato il 30% dell’elettricità in UE contro il 29% delle centrali a carbone, petrolio e gas. Qual è il quadro generale europeo per ogni fonte?

Prima di tutto, hai fatto bene a definirlo un sorpasso “storico”, perché effettivamente è un momento importante per la transizione energetica dell’Unione Europea, risultato di un trend di crescita spedito di eolico e solare negli ultimi 10 anni in UE.

Giusto per dare un’idea della velocità di questo cambiamento, in 5 anni la quota di solare e eolico nella produzione elettrica è cresciuta di 10 punti percentuali: dal 20% nel 2020 al 30% nel 2025. Mentre i fossili sono scesi di 8 punti percentuali nello stesso periodo.

Tenendo conto del quadro generale, è importante ricordare che tutte le fonti rinnovabili – quindi compreso l’idroelettrico – hanno prodotto la metà dell’elettricità europea, quota rimasta stabile rispetto all’anno scorso.

Il sorpasso del 2025 è stato trainato da una crescita record del solare fotovoltaico. La produzione da solare, sia di piccola che grande scala, è cresciuta più del 20% e questo è successo 4 anni di seguito. Solo lo scorso anno il solare ha aggiunto una quantità di energia elettrica equivalente alla produzione annuale di tre centrali nucleari francesi in un solo anno.

L’idroelettrico nel 2025 ha subito un calo di generazione perché c’è stata meno pioggia, mentre l’eolico ha registrato un lieve calo per condizioni di ventosità un po’ sfavorevole, rimanendo la seconda fonte di elettricità in UE dopo il nucleare, che è stabile ed è concentrato principalmente in Francia.

Il carbone ha continuato il suo declino raggiungendo la quota più bassa di sempre nel mix, sotto il 10%. Il gas invece è cresciuto dell’8% per compensare il calo dell’idroelettrico, un piccolo campanello d’allarme.

Questa svolta storica riguarda tutti i paesi dell’Unione Europea? L’Italia com’è messa?

Sì, il solare è cresciuto in tutti i paesi europei: dalla Finlandia, alla Spagna, all’Ungheria, alla Grecia, alla Germania. Sono 14 su 27 i paesi dell’UE dove eolico e solare hanno prodotto più elettricità di tutte le fonti fossili. Non si tratta solo di Danimarca e Svezia, ma anche ad esempio Ungheria, Olanda e Croazia.

L’Italia non fa eccezione: il 49% dell’elettricità è prodotta dalle rinnovabili e il solare continua a crescere, +24% l’anno scorso, anche se la quota di solare sul totale dell’elettricità in Italia è ancora minore rispetto a Spagna, Grecia o Olanda, quindi si potrebbe fare molto di più, visto il potenziale.

L’Italia è anche uno dei paesi più appesantiti da una dipendenza storica dal gas fossile importato, con un conto salato per i consumatori, perché i prezzi dell’elettricità in Italia sono alti proprio a causa del gas.  

In Italia è concentrato ben il 20% della capacità di batterie in Europa. Qual è il loro potenziale? Ci possono aiutare a liberarci dal gas?

Ci troviamo solo all’inizio di quella che può essere una rivoluzione delle batterie nell’Unione Europea e l’Italia non fa eccezione.

Abbiamo valutato i grandi progetti di batterie annunciati e in costruzione in Italia e abbiamo visto che la capacità di batterie potrebbe crescere di quasi 6 volte rispetto alla capacità attuale nei prossimi 5 anni. Banche e investitori stanno mostrando sempre più interesse verso le batterie anche perché i costi sono calati moltissimo.

Nel 2025 le batterie italiane hanno contribuito in parte piccola a soddisfare la domanda ma c’è una grande espansione in corso. Nel report abbiamo usato il caso della California per dare l’idea di come potrebbe evolvere l’Italia: quattro anni fa la California aveva una capacità di batterie molto simile a quella che l’Italia ha oggi. Oggi invece circa un quinto dei consumi serali di elettricità è coperto dalle batterie, che si caricano di giorno con l’abbondante produzione solare. Abbiamo stimato che con i progetti attualmente in via di sviluppo, l’Italia tra quattro anni potrebbe assomigliare molto alla California, riuscendo a ridurre i suoi consumi di gas grazie appunto alle batterie.

C’è chi pensa che senza il nucleare sia impossibile garantire un sistema energetico 100% rinnovabile e che non abbia senso investire ancora in solare e eolico perché siamo vicino alla “quota ottimale”, oltre la quale nuove installazioni portano benefici sempre più ridotti. È vero?

L’UE rimane ancora molto dipendente dai combustibili fossili per produrre elettricità. Il sorpasso è appena avvenuto e i fossili producono ancora il 29% dell’elettricità. Nel report facciamo vedere come l’uso di gas per la produzione fossile spinge in alto i prezzi dell’elettricità, quindi c’è ancora molto da guadagnare sostituendolo con fonti pulite made in Europe e più economiche: di benefici ce ne sarebbero ancora molti. Se fossimo a una quota di fonti fossili del 2% sarebbe diverso, ma purtroppo siamo ancora al 29%.

I dati di Solar Power Europe hanno registrato un rallentamento nel ritmo delle installazioni di impianti fotovoltaici nell’ultimo anno. Come si spiega questo dato negativo se invece Ember imputa proprio al solare il merito dello storico sorpasso?

I dati di Solar Power Europe vanno messi in prospettiva. Quella del solare è una storia di successo nel continente: in un solo anno il parco solare dell’Unione Europea è cresciuto del 19% in capacità installata, un aumento che nessun’altra fonte energetica ha visto nel 2025. C’è stato un boom di solare in Bulgaria, per esempio, un boom di solare da balcone in Germania.

Quindi è un rallentamento rispetto a anni di boom subito dopo la crisi energetica, ma Solar Power Europe prevede in prospettiva un ritorno a una crescita rapida dopo alcuni anni, non appena le nostre reti elettriche saranno dotate di batterie e saranno modernizzate.

Secondo te le decisioni dell’Unione Europea di abbandonare il gas russo per affidarci al GNL americano, molto più costoso, che effetti avranno?

Prima di tutto è bene sottolineare che non necessariamente il +8% registrato nel 2025 si ripeterà l’anno prossimo, visto che era dovuto principalmente al calo dell’idroelettrico e con più energia solare, idroelettrica e batterie, il gas sarà meno necessario.

Diminuire la dipendenza dal gas fossile è la più grande sfida per un’Europa più resiliente, emancipata dal ricatto dei paesi esportatori di combustibili fossili e meno soggetta alle oscillazioni dei prezzi dovute all’instabilità politica.

Tutti i dati ci dicono che possiamo fare a meno del gas per l’elettricità e quindi mi auguro che non ci si impegni a comprare gas di cui non abbiamo bisogno, rendendoci vulnerabili ai ricatti degli esportatori. Abbiamo già imparato con la crisi energetica del 2022 con la Russia cosa significa essere dipendenti da un fonte di energia che non si possiede e che impatti ha sulle bollette. Speriamo di imparare dal passato.

Questo testo è tratto dall’intervista condotta nella puntata de Il Giusto Clima del 28 gennaio 2026, a minuto 25