Sole e vento: la vera sicurezza energetica è uscire dalle fossili
;“Il bello di sole e vento è che non fanno la guerra”: lanciamo la campagna comunicazione 2026 contro guerra e fonti fossili, veicoli di disastri umanitari e ambientali

La nuova crisi scatenata dalla guerra in Iran rende evidente ancora una volta (quante ce ne vorranno ancora?) la realtà: finché non ci libereremo da petrolio, gas e carbone, non solo alimenteremo la crisi climatica, ma saremo dipendenti da fonti energetiche costose, nelle mani di autocrati, utilizzate come armi di guerra e ricatti geopolitici.
L’ennesimo shock dei prezzi del fossile colpisce l’intero continente perché ancora oggi l’UE importa l’85% del gas e il 95% del petrolio che consuma.
Il Green Deal è l’unica cosa che ci sta aiutando
Il paradosso è che sono le politiche climatiche, sotto attacco ormai da anni, a tutelarci oggi: la domanda di gas si è ridotta negli ultimi anni in tutta Europa (-19% tra 2021 e 2025, -16% in Italia), proprio grazie all’aumento della capacità di rinnovabili, cresciute di 190 GW tra il 2021 e 2024. Le importazioni di gas fossile evitate sono equivalenti all’intero fabbisogno annuo italiano.
La dipendenza tossica dell’Italia dal gas
Ma l’Italia negli ultimi tre anni ha installato solo 15 GW di rinnovabili, la metà del target di governo, condannandosi alla più alta dipendenza da gas in Europa (oltre 42% del mix elettrico e 35% del mix energetico totale). Da noi il prezzo dell’elettricità è determinato da quello del gas per l’89% delle ore, infatti abbiamo tra le bollette più care d’Europa.
La Spagna sta soffrendo molto meno di noi, proprio perché ha ridotto la sua dipendenza dal gas, aggiungendo negli ultimi sette anni 40 GW di eolico e fotovoltaico. In Spagna oggi il gas detta il prezzo dell’elettricità solo per il 15% delle ore, con enormi risparmi.
Semplici scelte politiche.
Come ha detto Beatrice Petrovich, analista di Ember: “la singola cosa più urgente ed efficace che il governo italiano potrebbe fare per abbassare le bollette è indire nuove aste per le rinnovabili e offrire certezza normativa”.
Il modello Prosumer ha già dimostrato di proteggerci dagli shock
Massicci investimenti in rinnovabili nel tempo aiuterebbero a disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas. Ma già nel breve periodo il modello Prosumer di ènostra ha dimostrato di tutelare socie e soci sovventori dall’impennata delle bollette, proprio garantendo a chi contribuisce al finanziamento degli impianti rinnovabili collettivi un prezzo fisso, sganciato dalle fonti fossili e dalle oscillazioni del mercato elettrico. Il modello Prosumer di ènostra ci mostra in piccola scala un sistema resiliente, sostenibile, locale, pulito che potremmo avere su scala nazionale se solo ci fosse volontà politica.
Indebolire l’ETS non abbasserà le bollette
Purtroppo il Decreto Bollette, emanato di recente dal governo, non solo è una misura emergenziale diventata già anacronistica dopo lo scoppio del conflitto in Iran, ma va nella direzione opposta a quella che dovremmo imboccare. Depotenziare l’ETS, la principale politica climatica europea, è un errore strategico che non ci aiuterà ad abbassare le bollette ma solo a prolungare la nostra dipendenza dal gas, introducendo di nuovo incertezza e frammentazione.
La crisi è il normale funzionamento del sistema fossile
Sbaglieremmo se pensassimo a questa crisi come un evento eccezionale. Si tratta di un problema strutturale del sistema basato sui combustibili fossili, perché queste fonti di energia sono concentrate in poche aree del mondo soggette a tensioni politiche, e la loro economia prospera proprio in contesti di autoritarismi e conflitti. La fragilità attuale non è straordinaria ma la manifestazione di un sistema intrinsecamente instabile, amplificatore di crisi climatica e disuguaglianze.
Tutto questo a beneficio esclusivo delle compagnie del fossile. Dei tanti dati disponibili, basti citare il recente studio di EnergyFlux che ha stimato gli extra profitti delle compagnie statunitensi del gas da quando è iniziato il conflitto in Iran a 1 miliardo a settimana.
La vera sicurezza energetica: accelerare la transizione
La risposta su come uscire da questa crisi la sappiamo bene: accelerare la transizione energetica.
Quanto tempo ci vorrà per capire che la soluzione è già disponibile e competitiva anche economicamente? Fotovoltaico, eolico, accumulo, pompe di calore sono tutte tecnologie già disponibili che potrebbero aiutarci a ridurre drasticamente la nostra dipendenza dalle importazioni fossili.
Questo sta già succedendo in diverse parti del mondo: se non basta l’esempio della Spagna si guardi l’incredibile boom di fotovoltaico in Pakistan, che sta permettendo di risparmiare miliardi di importazioni di GNL evitate o il fatto che la diffusione delle auto elettriche ha già permesso di ridurre la domanda di petrolio di una quantità equivalente al 70% dell’export iraniano nel 2025.
La questione è climatica, economica, sociale, oltre che di indipendenza politica.
Liberarci da petrolio, gas e carbone significa anche liberarci dal ricatto di oligarchi e petrostati.


