Riforma tariffe: dimmi quanto consumi, ti dirò quanto paghi
;#Labollettasvelata – Capitolo 1
Riforma tariffe: dimmi quanto consumi, ti dirò quanto paghi
Inauguriamo con questo primo intervento, curato da Gianluca Ruggieri, la rubrica #Labollettasvelata, dedicata a chi vuole prendere confidenza con la propria bolletta elettrica e con la propria spesa energetica in genere. Nei prossimi numeri parleremo del Canone in bolletta, dei perché della Riforma e degli step da qui al 2018, impareremo a leggere la bolletta e a ridurre la spesa consumando “meglio”, a verificare se quella che consumiamo è davvero energia rinnovabile, a scoprire da dove proviene ed altro ancora.

Tra queste voci regolate ci sono ad esempio le componenti che coprono i costi della rete di trasmissione e distribuzione (una rete unica utilizzata da tutti gli operatori per trasportare i propri chilowattora) e della gestione dei contatori. Ci sono poi gli oneri di sistema (ad esempio quelli che consentono di pagare gli incentivi alle rinnovabili) e infine ci sono le tasse (IVA e accise).
Ma come è articolata la tariffa elettrica?
Intanto dobbiamo distinguere tra la parte di tariffa fissa (e quindi indipendente dal consumo) e il costo del chilowattora. In pratica se anche domani partissimo per un viaggio di un anno staccando il contatore, comunque le nostre bollette non sarebbero pari a zero: quello che pagheremmo è la cosiddetta componente fissa. In più però, per ogni chilowattora che consumiamo dobbiamo pagare qualcosa: questa è la componente variabile della bolletta.
Sulla scorta del decreto legislativo n. 102 del 4 luglio 2014, l’Autorità ha recentemente deciso di modificare la parte di bolletta elettrica di sua competenza (v. Deliberazione 582/2015/R/EEL) con un provvedimento in base al quale a partire dal I° gennaio 2016 si è avviata la graduale riforma delle tariffe applicate ai clienti domestici, che arriverà a regime il I° gennaio 2018.
La prima modifica importante riguarda il fatto che una parte dei costi di trasmissione, distribuzione e misura che prima erano assegnati alla parte variabile ora sono trasferiti alla parte fissa.
In altri termini, la quota che un utente residente con potenza impegnata pari a 3 kW pagava indipendentemente dai consumi nel 2015 era pari a circa 52 euro mentre nel 2016 sarà pari a circa 80 euro, con un aumento di oltre il 50%. Per un utente non residente sempre con potenza impegnata pari a 3 kW si è passati dai 103 del 2015 ai 138 euro annui del 2016 (+34%) mentre per potenza impiegata pari a 6 kW si passa da 157 a 209 euro annui (+33%).In compenso il costo del chilowattora è diminuito perché gli oneri complessivamente raccolti rimarranno inalterati, semplicemente sono distribuiti in maniera diversa. Ma in questo caso vengono penalizzate tutte le utenze che hanno bassi consumi elettrici e invece favorite le utenze con alti consumi.
Cosa comporta questo in concreto nelle nostre bollette?
Le bollette del 2016 potranno essere diverse da quelle pagate nel 2015, anche a fronte di consumi costanti. Se i vostri consumi annui sono attorno ai 2400 kWh la vostra bolletta rimarrà sostanzialmente inalterata. Per un utente residente con 3 kW impegnati, questo consumo corrisponde a una bolletta annua attorno ai 450 euro circa (quindi bolletta bimestrale da circa 90 euro). Per un utente con 6 kW impegnati questo consumo corrisponde a una bolletta annua attorno ai 750 euro circa (quindi bolletta bimestrale da circa 125 euro). Se i vostri consumi (e le vostre bollette) sono più bassi, quest’anno spenderete di più rispetto al 2015. Se i vostri consumi (e le vostre bollette) sono più alti, quest’anno spenderete di meno.
Qualche esempio per capire
Per un utente residente con contratto da 3 kW e un consumo annuo di 1500 kWh si passa da 260 a 273 euro annui (+5%). Un utente residente con contratto da 3 kW e consumi annui di 4200 kWh passerà da 1021 a 983 euro annui (-4%), mentre un utente non residente con contratto da 3 kW e consumi annui 1500 kWh passa da 456 a 469 euro annui (+3%). Infine, per un utente non residente con contratto da 3 kW e consumi annui 4200 kWh la spesa passerà da 1208 a 1110 euro annui (-8%).
Come riportato nella nostra news Firma la petizione la bolletta giusta, per contrastare tale provvedimento Italia Solare, Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente e WWF, hanno annunciato un ricorso al TAR. Per fare ordine e chiarezza sull’argomento, Retenergie, socio promotore di ènostra, ha raccolto una serie di elementi, incluso il parere di Emilio Sani, consigliere di Italia Solare (vai alla news Bollette elettriche e generazione distribuita: una riforma di arretramento).




