Le Note del Prof: l’appello di 150 scienziati a difesa dell’ETS

Il Giusto Clima   Approfondimenti   
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26 Febbraio 2026

Gianluca Ruggieri è tra i firmatari dell’appello di 150 scienziate e scienziati al governo contro la misura del decreto bollette sull’ETS, vediamo il perché

La settimana scorsa abbiamo già commentato il decreto bollette dal punto di vista politico. Entriamo ora più nel dettaglio dei suoi possibili effetti sui mercati energetici e, di conseguenza, sulle bollette.

Uno dei principali meccanismi introdotti riguarda gli oneri legati all’Emission Trading System (ETS), il sistema europeo pensato per controllare le emissioni dei grandi settori industriali, tra cui la produzione di elettricità, ancora fortemente dipendente dalle fonti fossili.

Finora l’ETS è stato molto efficace nel ridurre le emissioni senza pesare sui benefici economici per le imprese: tra il 2005 e il 2020 ha consentito una riduzione del 14-16% delle emissioni in UE, con un impatto modesto sulla redditività delle imprese e sull’occupazione.

Col nuovo decreto il governo prevede di coprire una parte dei costi ETS sostenuti dalle aziende elettriche spostandoli su altri oneri di bolletta. A prima vista potrebbe sembrare una semplice partita di giro, ma secondo l’ipotesi governativa questo intervento ridurrebbe le bollette.

Il motivo è legato al funzionamento del mercato elettrico: nella maggior parte delle ore il prezzo dell’elettricità è determinato dalle centrali a gas (qui Giovanni Montagnani lo spiega bene). Riducendo i loro costi di produzione, il prezzo marginale scenderebbe, con benefici che si estenderebbero a tutta l’energia venduta, non solo a quella prodotta dal gas.

Diverse analisi di istituti di ricerca stanno però mettendo in dubbio l’esistenza di questo beneficio, già limitandosi al mercato elettrico nazionale. Inoltre, abbassare il costo di produzione da gas consentirebbe alle aziende italiane di esportare più facilmente elettricità all’estero.

Il paradosso è che gli oneri resterebbero a carico dei consumatori italiani, mentre i benefici potrebbero tradursi in una maggiore esportazione di elettricità, soprattutto in alcune ore. Oneri in Italia, benefici all’estero.

A questo si aggiungono due criticità già evidenziate:

  1. il provvedimento appare in contrasto con le normative europee, e difficilmente passerà inosservato alla Commissione;
  2. invia, per l’ennesima volta, un segnale negativo agli investitori nelle rinnovabili: “sappiate che le regole, come al solito, potranno cambiare improvvisamente, e a pagarne il prezzo sarete voi”.

Resta da vedere se il testo verrà modificato in Parlamento. In ogni caso, non è un buon segnale ed è il motivo per cui, in queste ore, 150 scienziate e scienziati hanno firmato un appello al governo per mantenere l’attuale regolazione del sistema ETS.

“Le Note del Prof” è il titolo della rubrica settimanale energetica a cura di Gianluca Ruggieri, in onda tutti i mercoledì sera a Il Giusto Clima su Radio Popolare. Questo testo è tratto dall’editoriale della puntata del 25 febbraio 2026.