“Le Note del Prof”: il fotovoltaico nel Testo Unico sulle Rinnovabili

Il Giusto Clima   Approfondimenti   
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29 Gennaio 2026

Gianluca Ruggieri spiega luci e ombre del nuovo quadro autorizzativo sul fotovoltaico, tra semplificazione promessa e instabilità normativa

Il principale risultato acquisito in merito alle Procedure Autorizzative per le Energie Rinnovabili è la predisposizione del cosiddetto Testo Unico sulle Rinnovabili (D.Lgs. 190/2024 – Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili), che peraltro arriva a valle di una serie di provvedimenti vari che si sono succeduti negli anni immediatamente precedenti. Arrivare a un unico riferimento legislativo in materia così complessa è in sé un ottimo risultato.

I regimi definiti sono fondamentalmente tre: l’edilizia libera, che si basa su un regime di comunicazioni più che di autorizzazioni; la Procedura Abilitativa Semplificata, demandata ai comuni, che include la maggior parte dei progetti fotovoltaici anche di grandi dimensioni; l’Autorizzazione Unica, per tutti i progetti che richiedono una Valutazione di Impatto Ambientale.

Le correzioni successive e il problema della stabilità normativa

Il Testo Unico, alla sua pubblicazione, ha sollevato diverse critiche da parte degli operatori di mercato che hanno portato a cinque successivi provvedimenti che ne modificano alcuni aspetti, il più importante dei quali è il D.Lgs. 178/2025. Questa è la prima evidente criticità: evidentemente non siamo ancora davanti a un quadro stabile e questa continua evoluzione normativa inevitabilmente complica le prospettive degli operatori.

L’evoluzione continua della normativa è probabilmente inevitabile in un mercato che procede così rapidamente come quello fotovoltaico, ma forse un maggior coinvolgimento degli stakeholder nel processo di definizione legislativo avrebbe consentito di evitare una parte degli interventi successivi.

L’estensione della PAS e il nuovo carico sui Comuni

Tra i principali aspetti che hanno sollevato perplessità vi è il fatto che il Testo Unico, rispetto alla normativa precedente, estende significativamente il campo di applicazione della Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), riducendo lo spazio per l’edilizia libera. Per esempio, interventi su coperture piane o che richiedano la rimozione di amianto richiedono ora la PAS, contrariamente al passato. Anche in ambito industriale le nuove regole prevedono che si debba ricorrere alla PAS nella stragrande maggioranza dei casi.

Questo allargamento dell’applicazione della PAS, che come ricordato è demandata ai comuni, se da una parte avvicina il livello decisionale alla popolazione locale, dall’altra risulterà in un grande aggravio delle responsabilità per le amministrazioni. Tale aggravio potrebbe essere superato dalla costituzione di consorzi o unioni di comuni che possano coordinarsi per la gestione dei processi autorizzativi.

Fotovoltaico su tetto, aree idonee e prospettive di mercato

Gli ultimi interventi correttivi hanno però introdotto alcune novità positive. Una importante riguarda gli impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici e nelle relative aree pertinenziali, oltre che sulle strutture a copertura dei parcheggi. Non è più possibile per le amministrazioni comunali introdurre divieti generali e astratti all’installazione di impianti FER su tali superfici, per le quali sono peraltro previste procedure autorizzative semplificate. Non è quindi più possibile, ad esempio, vietare installazioni in tutto il centro storico, inclusi gli edifici non vincolati. In questi casi il parere della Soprintendenza è obbligatorio, ma non è più vincolante.

Più in generale, la nuova normativa prevede la definizione delle aree idonee a livello nazionale, eventualmente estendibili a livello regionale, mentre non esistono più le aree non idonee. La distinzione è quindi semplicemente tra aree dove i processi autorizzativi sono semplificati e il resto del territorio, dove il percorso risulta più tortuoso.

Da ormai diversi anni le fonti rinnovabili, e in particolare il solare e l’eolico, si sono affermate come quelle in grado di produrre elettricità al costo più basso. Non sempre questa convenienza è stata interamente trasferita in bolletta. Gli operatori di mercato da tempo sono più che disponibili a rinunciare a incentivi economici – utili solo in casi specifici, come la rimozione dell’amianto o per determinate categorie di utenti, come le famiglie – a favore di una maggiore certezza nei percorsi autorizzativi.

Nonostante alcuni progressi, il quadro regolatorio non offre ancora certezze. Instabilità normativa, sovrapposizione di competenze tra molteplici enti e complessità delle regole alimentano il contenzioso (TAR, Consiglio di Stato, talvolta Corte costituzionale). Il risultato è che realizziamo meno impianti del potenziale, affrontiamo maggiori costi legali e un profilo di rischio elevato che inevitabilmente spinge gli investitori a chiedere rendimenti più alti. Così si finisce per ricorrere a incentivi pubblici che, in un contesto stabile, sarebbero in larga parte superflui, poiché il fotovoltaico oggi si ripaga con i ricavi dell’energia.

“Le Note del Prof” è il titolo della rubrica settimanale energetica a cura di Gianluca Ruggieri, in onda tutti i mercoledì sera a Il Giusto Clima su Radio Popolare. Questo testo è tratto dall’editoriale della puntata del 28 gennaio 2026.