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Comunità energetiche rinnovabili

L’articolo 42 bis del Decreto Milleproroghe introduce l’autoconsumo collettivo e le comunità energetiche rinnovabili (CER), dando vita a nuove opportunità per perseguire le transizione energetica verde, equa e democratica.

Con le Comunità energetiche rinnovabili si avvia una stagione di sperimentazione all’insegna dell’innovazione tecnologica e socio-economica. Attraverso la produzione e la condivisione di energia rinnovabile, i territori con i loro cittadini e le loro imprese diventeranno i protagonisti di un nuovo sistemo elettrico decarbonizzato, decentrato e democratico che porterà benefici ambientali, economici e sociali.

 

CHE COSA SONO?

Le comunità energetiche sono soggetti giuridici autonomi basati sulla partecipazione aperta e volontaria, controllati da soci o membri situati nelle vicinanze degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili appartenenti alla comunità stessa.

CHI PARTECIPA?

Alle comunità energetiche rinnovabili possono partecipare persone fisiche, PMI o enti locali comprese le amministrazioni comunali.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI?

L’obiettivo è quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali ai membri e alle aree locali nelle quali operano le comunità energetiche.

Servizi chiavi in mano

Ti seguiamo passo dopo passo nell’attivazione di una comunità energetica guidandoti nelle diverse fasi di questo percorso innovativo:

  1. Studio di fattibilità. È la prima fase del processo che consente di verificare l’esistenza delle condizioni essenziali per attivare una comunità energetica rinnovabile. Durante l’analisi, si individuano anche i siti disponibili alla realizzazione di uno o più impianti fotovoltaici e si redige un business plan preliminare in base ai dati di consumo stimati. Se l’esito di questo primo step è positivo, si procede con le fasi successive.
  2. Definizione modello di CER. In questa fase si raccolgono le adesioni e i dati di consumo reali degli aderenti per analizzare i loro profili reali di consumo al fine di massimizzare l’autoconsumo istantaneo. In questa fase, si prevede anche una prima consulenza legale per il set contrattualistico per la costituzione della comunità.
  3. Realizzazione impianto fotovoltaico. prevede la progettazione e la realizzazione di uno o più impianti fotovoltaici, incluso collaudo e messa in esercizio. In questa fase, ènostra ricopre il ruolo di coordinamento e supervisione del progetto.
  4. Attivazione CER. Una volta realizzato l’impianto fotovoltaico, si attiva la CER da un punto di vista legale, si avvia il monitoraggio dei flussi energetici, la contabilizzazione e la ripartizione dell’energia condivisa. Infine vengono avviati percorsi di formazione destinati a personale locale per abilitarlo alla gestione della CER una volta a regime.

 

 

Perchè affidarsi ad ènostra?

  • Perché ci facciamo portatori degli interessi dal basso come quelli delle amministrazioni locali e dei cittadini energetici, i veri protagonisti di questo nuovo schema energetico.
  • Perché tra i nostri valori fondanti ci sono la sostenibilità, la condivisione e la partecipazione attiva, gli stessi valori che guidano una comunità energetica rinnovabile.
  • Perché ci impegniamo ad andare oltre l’energia e proponendo la comunità energetica rinnovabile anche come attivatore di azioni collettive non solo riferite all’energia, che rivitalizzino le comunità locali e favoriscano l’inclusione.

 

 

Vuoi partecipare al cambiamento e attivare una comunità energetica rinnovabile?

F.A.Q.

Come funziona una comunità energetica rinnovabile?

Un impianto a fonte rinnovabile detenuto dalla comunità produce energia rinnovabile che viene distribuita fra i membri della comunità in base ai loro profili di consumo.

L’obiettivo della comunità è quello di consumare contestualmente alla produzione, condividendo l’energia che viene prodotta durante il giorno. Più alta sarà la quota di energia condivisa, più alto sarà il beneficio economico a fine anno.

La comunità decide come ridistribuire i benefici economici ottenuti, stabilendo le proprie regole.

Quali sono le differenze fra comunità energetica rinnovabile e autoconsumo collettivo?

Le configurazioni di autoconsumo collettivo si differenziano dalle comunità energetiche rinnovabili per il loro perimetro d’azione. Mentre una comunità energetica rinnovabile può riunire utenze che si appoggiano alla stessa cabina di trasformazione dell’energia di bassa e media tensione,  l’autoconsumo collettivo si attiva in condominio o in edifici con un unico proprietario.

Le fasi di attivazione delle configurazioni di autoconsumo collettivo sono le stesse di quelle delle CER, fatta salva la costituzione di un soggetto giuridico poichè già esistente (il condominio o gruppo di amministratori).

Infine, per questo tipo di configurazione, l’incentivo MiSE – ossia la “tariffa premio” che valorizza e incentiva l’energia confivisa – ammonta a 110€/MWh.

Quali sono i vincoli di applicabilità?

La normativa dispone che i POD (punti di fornitura, cioè il codice del contatore) dei membri della comunità debbano essere tutti sotto la stessa cabina di bassa/media tensione. Inoltre, i contatori devono essere di nuova generazione (2G).

Cosa devo fare per attivarne una?

Compila il form presente in questa pagina per inviare la tua manifestazione di interesse e verrai ricontattato al più presto dal nostro team. I dati che ci comunicherai, ci serviranno per verificare fin da subito se ci sono le condizioni necessarie per attivare una comunità energetica rinnovabile.

Di quale entità sono i benefici economici?

La Delibera 318/2020/R/eel dell’ARERA ha definito un modello di regolazione transitorio che quantifica la restituzione di alcune componenti in bolletta secondo una logica di utilizzo della rete cost-reflective:

  • Per l’autoconsumo collettivo, si stima che la restituzione ammonti all’incirca a 10€/MWh per l’energia condivisa;
  • per le comunità energetiche rinnovabili, si stima che la restituzione delle componenti sia di circa 8€/MWh per l’energia condivisa.

Al modello di regolazione identificato da ARERA, si aggiunge il sistema di incentivazione del Decrete MiSE il quale stabilisce le tariffe incentivanti cosiddette “premio”:

  • Per l’autoconsumo collettivo l’incentivo sull’energia condivisa sarà pari a 100€/MWh;
  • per le comunità energetiche l’incentivo sull’energia condivisa sarà pari a 110€/MWh.

In entrambe i casi, la tariffa premio sarà erogata per un periodo di 20 anni.

A che punto è la normativa a livello nazionale?

La legge 8/2020 sull’autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili è una legge a carattere transitorio, in quanto rappresenta un’anticipata ma pur sempre parziale attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 21 e 22 della Direttiva Rinnovabili. Lo scopo della legge è quello di avviare rapidamente le sperimentazioni in materia, in modo da ottenere dati ed esperienze per valutare possibili barriere e potenzialità di questi schemi in vista del 30 giugno 2021, data ultima per recepire definitivamente la Direttiva Rinnovabili.

Devo passare la fornitura a ènostra per far partire una comunità energetica rinnovabile?

No, non è necessario passare la fornitura di energia elettrica a ènostra. La legge 08/2020 sull’autoconsumo collettivo e sulle comunità energetiche rinnovabili precisa che ogni membro della comunità energetica è libero di scegliere il proprio fornitore di energia.

Se si è in una situazione di autoconsumo collettivo e di comunità energetica è possibile usufruire delle detrazioni fiscali di Ecobonus 50% e Superbonus 110%?

Sì, è possibile usufruire delle detrazioni fiscali di Ecobonus e Superbonus nei limiti e nelle condizioni imposti dalla legge.

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