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Comunità energetiche rinnovabili

Il 15 dicembre 2021 è stato approvato il recepimento finale della direttiva europea REDII in Italia che definisce il modello di comunità energetiche rinnovabili. Non appena saranno approvati anche i provvedimenti attuativi, il nuovo D.Lgs 199/2021 sostituirà l’art. 42bis del Decreto Milleproroghe, che aveva dato avvio alla stagione di sperimentazione.

 

Il nostro modello di comunità energetiche rinnovabili si evolve.

CHE COS’ È UNA COMUNITÀ ENERGETICA RINNOVABILE (CER)?

È un nuovo modello di produzione distribuita che consente a diversi soggetti di aggregarsi in forma associativa o cooperativistica, per produrre insieme e condividere energia rinnovabile, determinando benefici economici, ambientali e sociali per i membri che partecipano alla CER e per il territorio circostante.

CHI PARTECIPA?

 

Il D.Lgs n°199/2021 amplia la platea dei soggetti che possono entrare a far parte delle comunità, consentendo la partecipazione oltre che alle persone fisiche, alle PMI e agli enti territoriali e locali, comprese le amministrazioni comunali, anche agli enti di ricerca e formazione, agli enti religiosi, del terzo settore e di protezione ambientale.

QUALI SONO I BENEFICI?

 

La comunità energetica è un progetto di attivazione territoriale che persegue finalità di natura socio-economica e ambientale come la tutela ambientale, la lotta alla povertà, la rivitalizzazione del tessuto sociale e la promozione di cittadinanza attiva.

Servizi chiavi in mano

Ti seguiamo passo dopo passo nell’attivazione di una comunità energetica guidandoti nelle diverse fasi di questo percorso innovativo:

  1. Studio di fattibilità. È la prima fase del progetto, che consente di verificare l’esistenza delle condizioni essenziali per attivare una comunità energetica rinnovabile. L’analisi prevede l’attivazione di un tavolo permanente con il proponente ed eventuali altri portatori di interesse, la valutazione dei siti disponibili alla realizzazione di uno o più impianti a fonte rinnovabile, la redazione di un business plan preliminare, la mappatura del territorio e dei suoi portatori d’interesse, e infine un’analisi di contesto per capire eventuali bisogni del territorio a cui una CER può dare risposta.
  2. Coinvolgimento del territorio. Durante la fase di coinvolgimento del territorio, viene avviata una campagna informativa volta a comunicare il progetto ai possibili beneficiari e a raccogliere le preadesioni alla comunità, complete dei dati di consumo reali necessari per tarare il modello di business.
  3. Attivazione del soggetto giuridico della CER. Prevede la progettazione e la realizzazione di uno o più impianti fotovoltaici, incluso collaudo e messa in esercizio. In questa fase, con le pubbliche amministrazioni, ènostra può ricoprire il ruolo di coordinamento e supervisione del progetto. Nel caso invece di privati, ènostra propone anche la realizzazione degli impianti.
  4. Realizzazione impianto fotovoltaico. Una volta realizzato l’impianto fotovoltaico, si attiva la CER da un punto di vista legale, si avvia il monitoraggio dei flussi energetici, la contabilizzazione e la ripartizione dell’energia condivisa. Infine vengono avviati percorsi di formazione destinati a personale locale per abilitarlo alla gestione della CER una volta a regime.
  5. Attivazione CER.Una volta realizzato e allacciato il primo impianto fotovoltaico, si procede con la registrazione della CER e la richiesta degli incentivi. Successivamente si avvia il monitoraggio dei flussi energetici, la contabilizzazione dell’energia condivisa e la ripartizione dei benefici economici, secondo i criteri stabiliti dai membri della CER. Infine, vengono avviati percorsi di formazione destinati a personale locale per abilitarlo alla gestione della CER una volta a regime. 

 

 

VUOI RICEVERE

INFORMAZIONI GENERALI? 

Con cadenza regolare, organizzeremo un incontro pubblico online per rispondere anche alle richieste di chi ha compilato il modulo. Sarà l’occasione per avere risposte ai tuoi dubbi e per conoscere altre persone come te intente ad attivare una comunità energetica.

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HAI GIÀ UN’IDEA PROGETTUALE CHE VUOI CONCRETIZZARE? 

 

Ti ricontatteremo quanto prima per verificare l’esistenza e le condizioni necessarie per attivare una comunità energetica rinnovabile e, in caso positivo, per intraprendere il percorso di attivazione.

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Perchè affidarsi ad ènostra?

  • Perché ci facciamo portatori degli interessi dal basso come quelli delle amministrazioni locali e dei cittadini energetici, i veri protagonisti di questo nuovo schema energetico.
  • Perché tra i nostri valori fondanti ci sono la sostenibilità, la condivisione e la partecipazione attiva, gli stessi valori che guidano una comunità energetica rinnovabile.
  • Perché ci impegniamo ad andare oltre l’energia e proponendo la comunità energetica rinnovabile anche come attivatore di azioni collettive non solo riferite all’energia, che rivitalizzino le comunità locali e favoriscano l’inclusione.

 

F.A.Q.

Come funziona una comunità energetica rinnovabile?

Gli impianti a fonte rinnovabile detenuti dalla comunità producono energia rinnovabile che viene distribuita virtualmente fra i membri della comunità in base ai loro profili di consumo.

L’obiettivo della comunità è quello di consumare contestualmente alla produzione, condividendo l’energia che viene prodotta durante il giorno (ossia quando l’impianto fotovoltaico produce elettricità). Più alta sarà la quota di energia condivisa, più alto sarà il beneficio economico a fine anno.

La comunità decide come ridistribuire i benefici economici ottenuti, stabilendo le proprie regole.

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Qual è la differenza fra comunità energetica rinnovabile (CER) e autoconsumo collettivo (AUC)?

Le configurazioni di autoconsumo collettivo si differenziano dalle comunità energetiche rinnovabili per il loro perimetro d’azione. Mentre una comunità energetica rinnovabile può riunire utenze che si appoggiano alla stessa cabina primaria di trasformazione dell’energia, l’autoconsumo collettivo si attiva tra utenti situati all’interno di uno stesso condominio o in edifici con un unico proprietario.

Le fasi di attivazione delle configurazioni di autoconsumo collettivo sono le stesse di quelle delle CER, fatta salva la costituzione di un soggetto giuridico. Infatti nel caso di un AUC, i rapporti fra i membri e il condominio vengono regolati da un contratto di diritto privato.

Infine, al momento, per questo tipo di configurazione, l’incentivo MiSE – ossia la “tariffa premio” che valorizza e incentiva l’energia condivisa – ammonta a 100€/MWh. Per le comunità energetiche rinnovabili invece, l’incentivo MiSE è di 110€/MWh.

Quali sono i vincoli di applicabilità?

La normativa dispone che i POD (punti di fornitura, cioè il codice del contatore) dei membri della comunità debbano essere tutti connessi alla porzione di rete di distribuzione servita dalla stessa cabina primaria di trasformazione dell’energia. Inoltre, i contatori devono essere di nuova generazione (2G).

Che caratteristiche devono avere gli impianti per essere messi a disposizione di una CER o un AUC?

Gli impianti a fonte rinnovabile che possono entrare a far parte di una CER o un AUC sono quelli allacciati dopo il 15 dicembre 2021. Possono essere messi a disposizione di CER e AUC e ricevere la tariffa premio anche impianti già esistenti, fino al 30% della potenza complessiva degli impianti a disposizione della CER/AUC.

Cosa devo fare per attivarne una?

Se disponi già di un’idea progettuale e sei pronto per partire, compila il modulo per richiedere una nostra consulenza. I dati che ci comunicherai ci serviranno per verificare fin da subito se ci sono le condizioni necessarie e sufficienti per attivare una comunità energetica rinnovabile.

Se invece hai ancora qualche dubbio su come partire, compila il modulo per richiedere informazioni. Circa una volta al mese organizzeremo un incontro online per rispondere in gruppo alle vostre domande.

A quanto ammontano i benefici economici di una CER o AUC?

La Delibera 318/2020/R/eel dell’ARERA ha definito un modello di regolazione transitorio che quantifica la restituzione di alcune componenti in bolletta secondo una logica di utilizzo della rete cost-reflective:

  • Per l’autoconsumo collettivo, si stima che la restituzione ammonti all’incirca a 10€/MWh per l’energia condivisa;
  • per le comunità energetiche rinnovabili, si stima che la restituzione delle componenti sia di circa 8€/MWh per l’energia condivisa.

Al modello di regolazione identificato da ARERA, si aggiunge il sistema di incentivazione del Decrete MiSE il quale stabilisce le tariffe incentivanti cosiddette “premio”:

  • Per l’autoconsumo collettivo l’incentivo sull’energia condivisa sarà pari a 100€/MWh;
  • per le comunità energetiche l’incentivo sull’energia condivisa sarà pari a 110€/MWh.

In entrambe i casi, la tariffa premio sarà erogata per un periodo di 20 anni.

A che punto è la normativa a livello nazionale?

Il 15 dicembre 2021 è stato approvato il recepimento finale della direttiva europea REDII in Italia che definisce il modello di comunità energetiche rinnovabili e della configurazione di autoconsumo collettivo. Non appena saranno approvati anche i provvedimenti attuativi, il nuovo D.Lgs n°199/2021 sostituirà l’art. 42bis del Decreto Milleproroghe che aveva dato avvio alla stagione di sperimentazione. Si attendono i provvedimenti attuativi tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023.

Devo passare la fornitura a ènostra per far partire una comunità energetica rinnovabile?

No, non è necessario passare la fornitura di energia elettrica a ènostra. La legge 08/2020 sull’autoconsumo collettivo e sulle comunità energetiche rinnovabili precisa che ogni membro della comunità energetica è libero di scegliere il proprio fornitore di energia.

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