Flessibilità locale: ènostra quintuplica la potenza in RomeFlex
;Per il periodo marzo-dicembre ènostra ha candidato oltre 1 MW di potenza modulabile: un risultato che conferma la promettente crescita del progetto pionieristico di flessibilità locale

Il 3 febbraio 2026 ènostra ha aggregato un totale di 150 utenze nella nuova asta di RomeFlex, il progetto di flessibilità locale sul territorio romano promosso dal distributore locale Areti.
La nuova asta segna un passaggio decisivo in questo progetto sperimentale di flessibilità energetica. In qualità di BSP (Balancing Service Provider), ovvero aggregatore di utenze al servizio della flessibilità, rispetto all’anno scorso la cooperativa è riuscita infatti ad aumentare del 70% le utenze coinvolte (da 90 a 150 POD), impegnando più di 1 MW di potenza modulabile. La capacità resa disponibile da ènostra è per l’esattezza di 1.023 kW, un valore cinque volte superiore a quello del 2025.
Il risultato testimonia la crescente consapevolezza e partecipazione dei cittadini energetici romani, ma anche la progressiva maturazione del progetto RomeFlex, che entra ora in una fase più strutturata e significativa.
“Permettere agli utenti finali di partecipare attivamente all’equilibrio della rete e alla gestione dal basso dei flussi energetici è per noi una sfida non solo tecnologica, ma anche organizzativa e di coinvolgimento delle socie e dei soci”, commenta Mauro Gaggiotti, coordinatore del progetto flessibilità per ènostra.
Le utenze coinvolte sono in larga maggioranza domestiche, a conferma di un modello di flessibilità che non resta confinato a grandi soggetti industriali, ma si fonda sulla partecipazione diffusa. Accanto alle famiglie, partecipano però anche realtà non domestiche molto diverse tra loro: uffici, negozi, centri commerciali, condomini dotati di sistemi di accumulo, enti del terzo settore o religiosi e centri sportivi. Una pluralità di soggetti che arricchisce il progetto e ne rafforza il valore sistemico.
Tra gli elementi più rilevanti di questa nuova asta va evidenziata la partecipazione di alcuni membri delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali CERS Esquilino e CERS A Otto Minuti dal Sole, già coinvolte nel pilota con i primi POD. Questo primo risultato è il frutto di un percorso di sensibilizzazione e divulgazione da parte di ènostra verso le CERS con l’obiettivo di dare concretezza al legame tra comunità energetiche e mercati locali della flessibilità, due strumenti complementari per una transizione energetica realmente partecipata.
Dal punto di vista tecnologico, le risorse attivate includono pompe di calore, sistemi di ricarica per veicoli elettrici, accumuli abbinati a impianti fotovoltaici, celle frigorifere ed elettrodomestici, che diventano così leve concrete per contribuire all’equilibrio della rete, adattando i propri consumi alle esigenze del sistema elettrico.
La sperimentazione avviata con questa nuova asta coprirà il periodo da marzo a dicembre 2026, consentendo di raccogliere ulteriori dati e di consolidare le pratiche operative del progetto. Un percorso che si inserisce in un contesto ancora in evoluzione. “Il mercato locale della flessibilità, sia in Italia che in Europa, è ancora agli albori, in una fase di rapida evoluzione”, afferma Sara Capuzzo, direttrice di ènostra e responsabile dell’Area Innovazione, Advocacy e Progetti UE. “Per questo l’esperienza che la cooperativa, in qualità di BSP, sta acquisendo sul campo nell’ambito dei progetti pilota, e nel confronto tra pari a livello europeo, contribuisce giorno per giorno alla maturazione di strumenti, modelli e regole nella direzione della decarbonizzazione del sistema energetico e di una sempre maggiore valorizzazione degli spazi di democrazia energetica garantiti ai cittadini”.
Come già emerso durante l’evento presso EATALY Ostiense, RomeFlex sta dimostrando che la flessibilità non è solo una questione tecnica, ma un nuovo spazio di partecipazione civica, capace di coinvolgere cittadini, comunità energetiche, imprese e istituzioni locali. L’esito dell’asta 2026 rafforza questa visione e conferma la possibilità di costruire, anche nei contesti urbani complessi, un mercato della flessibilità aperto, accessibile e realmente democratico, in cui i benefici della transizione energetica possano essere condivisi.


