Il fornitore cooperativo di energia elettrica rinnovabile, sostenibile, etica.   |   SOCI DELIBERATI: 1180   |   CONTRATTI SIGLATI: 1291   |   AREA RISERVATA

 

Stop alle truffe

Il rapporto tra venditore e consumatore dev’essere chiaro, onesto e basato sulla fiducia. Non tutti i fornitori, però, sono di questo avviso. Per questo, per aiutare soci e consumatori a difendersi dai “venditori d’assalto”, ènostra ha previsto il servizio “Stop alle truffe”, che raccoglie alcune testimonianze di consumatori vittime di truffe e raggiri, seguite da un’analisi che suggerisce come difendersi. Innanzitutto una raccomandazione, che vale sempre: quando qualcuno si presenta alla vostra porta ha l’obbligo di identificarsi, con un tesserino o specificando l’azienda per cui opera e il suo nome e cognome. Questi dati vanno debitamente appuntati su un pezzo di carta, sia perché questo gesto costituisce un efficace deterrente, sia perché tali dati potranno essere utili per eventuali reclami presso l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, la quale prevede multe molto salate per le aziende che non rispettano i canoni deontologici della tentata vendita. Vi invitiamo a consultare il servizio e a segnalarci altre esperienze che vadano ad arricchire la casistica e offrano la possibilità di fare corretta informazione. NB: per questioni legate alla privacy e al “bon ton”, i nomi dei consumatori sono stati modificati e quelli delle aziende omessi.

Casi reali e come difendersi

COSA SI RISCHIA A COMUNICARE IL CODICE POD

Il caso di Fernando: oggi pomeriggio ha suonato al campanello di casa un signore presentandosi come un agente del libero mercato. Mi ha ha chiesto di mostrargli le prime 5 cifre del Codice POD. Per gentilezza e in attesa di capire cosa volesse davvero comunicarci, gliel’ho mostrato. Tuttavia, una volta capite le sue intenzioni, l’ho congedato senza aver firmato o dato l’autorizzazione a nulla. Rischio qualcosa?

Come stanno in realtà le cose

Prima di rispondere alla domanda di Fernando, spieghiamo il significato del codice POD. POD sta per Point of Delivery, in italiano punto di prelievo. In pratica, si può dire che il Codice POD rappresenta la “targa” che identifica il preciso punto di prelievo dell’energia elettrica. Solitamente lo troviamo nella parte alta della bolletta, è costituito da una serie di 14 numeri e lettere, ed inizia sempre con la sigla IT. Nella foto l’esempio della posizione del POD nella bolletta di ènostra:

codice pod-fattura

In particolare, la serie di 14 numeri è così composta:
• le prime due lettere rappresentano la nazione (IT, nel caso dell’Italia)
• le successive tre cifre sono, invece, il codice identificativo della società di distribuzione;
• la lettera successiva è una E, e indica la fornitura di energia elettrica;
• le successive otto (o 9) cifre rappresentano, invece, il punto di prelievo esatto e rappresentano anche il codice cliente. Esse sono presenti anche nel display a cristalli liquidi del contatore, dove è riportato per intero il codice cliente (e cioè le ultime otto o nove cifre del POD).

A cosa serve
Quindi, chiunque ha un’utenza elettrica ha un suo Codice POD che identifica in maniera univoca quel punto di presa, servito da quel contatore, a quello specifico indirizzo. Per tale motivo, questa serie di numeri assume un ruolo di fondamentale importanza quando decidiamo di cambiare fornitore, quando abbiamo bisogno di fare una voltura o effettuare un subentro.
In tutti questi casi, il fornitore di energia, oltre ad altri dati legati all’edificio e all’utente, ha bisogno del Codice POD, altrimenti non può mandare avanti la pratica.

I rischi legati alla comunicazione del POD
Torniamo alla domanda del nostro socio: “rischio qualcosa a comunicare il codice POD”? Essendo il codice POD un codice strettamente legato alla propria utenza – potremmo dire un codice strettamente personale – è certamente un rischio comunicarlo a soggetti sconosciuti, che si presentano alla propria porta o che lo chiedono al telefono. Con il Codice POD, infatti, diamo accesso al nostro punto di presa, al nostro contatore, al nostro nome e al nostro indirizzo. Dati sensibili che potrebbero servire a far firmare contratti truffaldini.
Dal 1° maggio 2017, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha previsto nuove regole a tutela dei consumatori che stipulano contratti via telefono o internet (v. news Contratti non richiesti: dal 1° maggio maggiori garanzie e ripristino veloce).
Questo certo ci salvaguarderà un po’ di più, ma ricordiamolo sempre: la bolletta e il Codice POD in essa contenuto sono dei documenti e non devono mai essere mostrati o comunicati con leggerezza a sconosciuti.

FORNITORE, DISTRIBUTORE, PRODUTTORE... FACCIAMO UN PO' DI CHIAREZZA

Il caso di Armando: Un giorno sono stato contattato al telefono da *** che mi chiedeva dati relativi alle bollette del fornitore che mi vendeva l’energia precedentemente a ènostra. Abbiamo concordato che mi richiamassero in serata, in modo da controllare alcuni dati sull’ultima mia bolletta con il vecchio fornitore ***, in particolare i costi di distribuzione di energia elettrica. A detta del mio interlocutore, a partire dal 2017 i costi di distribuzione avrebbero subito un netto calo, perché il mio vecchio fornitore, insieme ad altri, come *** e ***, avrebbero prodotto in Italia l’energia elettrica a me venduta. Al mio ribattere di essere dal 1° ottobre cliente di ènostra, mi è stato detto che ènostra cura solo la parte distributiva, mentre c’era un’altra parte della fornitura gestita dall’azienda elettrica da cui mi stavano chiamando, e cioè ***. E su questa parte gestita da ***, hanno cercato di farmi sottoscrivere telefonicamente un nuovo contratto. Siccome la cosa mi sembrava poco chiara, non ho accettato è mi sono riservato prima di chiedere chiarimenti a ènostra.

Come stanno in realtà le cose

Ad Armando è stato detto che “a partire dal 2017 i costi di distribuzione avrebbero subito un netto calo”. A rigor di termini, questa affermazione non è né vera né falsa. Ma pensando allo scopo del venditore possiamo addurle un velo di falsità: a partire dal 2017 non ci sarà nessun “netto calo dei costi di distribuzione”, ma una loro rimodulazione. Spieghiamo meglio: la riforma in atto delle tariffe elettriche, già avviata dall’Autorità a partire dal 1° gennaio 2016 e che sarà pienamente operativa a partire al 1° gennaio 2018, sta rimodulando i costi di distribuzione e non solo. Più precisamente sta rimodulando la tariffa di rete (cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e la tariffa per gli oneri di sistema (cioè i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico), in modo da superare la progressività delle tariffe rispetto ai consumi, che precedentemente prevedeva minori costi per chi consumava meno e maggior costi per chi consumava di più. Eliminare la progressività della tariffa significa rendere le tariffe uguali per tutti e per ogni livello di consumo. Nella realtà dei fatti (e qui la falsità di quanto detto ad Armando viene meglio alla luce), chi prima consumava meno pagherà un po’ di più e chi prima consumava di più pagherà un po’ meno (per maggiori informazioni v. Le novità del mercato elettrico dal 1 gennaio 2017). Insomma, nessun “netto calo”. E non solo, tutto ciò non dipenderà affatto dal luogo in cui le aziende producono l’energia (in Italia o all’estero, in Lombardia o in Sicilia). Da quando il mercato italiano dell’elettricità è stato liberalizzato, le attività di produzione e vendita sono oggetto di libero mercato: l’energia può essere prodotta e venduta in qualsiasi luogo, senza nessuna restrizione di confini per la vendita e con la sola restrizione delle autorizzazioni alla costruzione e esercizio dell’impianto per la produzione.

Definizioni mercato elettricoLe attività di distribuzione e trasmissione dell’energia, invece, sono gestite da società detti distributori (v. tabella Alcune definizioni utili) e la loro remunerazione è regolata da tariffe fissate dall’Autorità, le medesime che abbiamo citato prima: tariffe di rete e oneri generali di sistema. Non c’è nessun nesso tra la distribuzione e il luogo in cui viene prodotta l’energia, chi la produce e chi la vende che possa incidere sui costi di distribuzione. Nessun minor costo di distribuzione può essere concesso liberamente al cliente, se non su mandato dell’Autorità. A rigor di termini, può accadere che i minori o maggiori costi delle tariffe elettriche possono dipendere da complicati meccanismi utilizzati per garantire la continuità della fornitura ed evitare di compromettere il funzionamento del sistema elettrico; e su questi meccanismi può incidere la maggiore o minore produzione di energia nazionale o la maggiore o minore quantità di energia importata. Ma questi costi sono sempre regolati dall’Autorità e non dal fornitore di energia.

Altro punto. Ad Armando è stato detto: “ènostra cura solo la parte distributiva, mentre c’era un’altra parte della fornitura gestita dall’azienda elettrica da cui mi stavano chiamando, e cioè ***. E su questa parte gestita da ***, hanno cercato di farmi sottoscrivere telefonicamente un nuovo contratto”. ènostra non distribuisce energia ma la vende. È un fornitore. È bene tener presente che un cliente non può avere una fornitura di energia, intesa come vendita, gestita in parte da un’azienda e in parte da un’altra. Il cliente finale non può avere contemporaneamente due fornitori, ma un solo fornitore che gli vende l’energia e un solo distributore che gliela porta a casa. La confusione in Italia nasce spesso dal fatto che molti gruppi societari svolgono sia l’attività di produzione, sia quella di vendita che quella di distribuzione. Ma la legge impone che, sebbene le società facciano capo allo stesso gruppo societario, le attività che svolgono devono essere tra loro nettamente separate (si parla in gergo di unbundling). Facciamo un esempio: il gruppo societario Y ha tre società:

• Y-distribuzione, che si occupa di consegnare l’energia elettrica nelle nostre case, attraverso le reti di distribuzione a media e bassa tensione. Come ogni altro distributore, Y-distribuzione gestisce una rete di distribuzione che ha avuto in concessione dallo Stato; inoltre, essendo proprietario dei contatori, si occupa della lettura dei consumi, che comunica al fornitore per il calcolo dell’importo dovuto dal cliente. La sua attività è remunerata (pagata) secondo precise regole dettata dall’Autorità;

• Y-Energia, che vende energia e per questo è anche definito fornitore (vedi Tabella)

• Y-Produzione, che è proprietaria di un certo numero di centrali elettriche con cui produce energia che può vendere all’ingrosso, attraverso il mercato elettrico, o al dettaglio.

Ora, sebbene Y-Energia faccia parte dello stesso gruppo societario di Y-distribuzione, non può assolutamente fare sconti sulle tariffa di rete (cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e la tariffa per gli oneri di sistema (cioè i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico). Y-Energia deve semplicemente limitarsi ad applicare nella bolletta del cliente i costi delle tariffe elettriche che il distributore gli comunica, anche se il distributore fa parte del suo stesso gruppo societario. Y-Energia può, invece, fare sconti, offerte e quant’altro su quella che in bolletta è chiamata “spesa per la materia energia”. Non può, in alcun modo, fare sconti e offerti sui “costi di distribuzione” (quelli che in bolletta sono denominati “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”), né sugli altri costi di rete in bolletta denominati “spesa per Oneri di Sistema”.

E' CAMBIATO IL DISTRIBUTORE, FIRMI QUI

Il caso di Giorgio: sono venuti a farmi visita delle persone che si sono qualificate come personale di **** sezione mercato. Mi hanno detto che, poiché **** aveva vinto l’appalto, la gestione del servizio di trasporto e distribuzione di gas e luce sarebbe cambiata sia in Emilia Romagna, che in Liguria. Mi hanno presentato dei documenti da firmare, assicurandomi che il mio fornitore di energia non sarebbe cambiato. Ciò che cambiava era il distributore e per usufruire degli sconti applicati dal nuovo distributore, avrei dovuto per forza firmare dei documenti.  Non ho firmato e ho chiesto loro di lasciarmi i documenti in modo che io potessi leggerli. A una prima occhiata, mi pare di capire che cambio fornitore, non distributore. Tuttavia, essendo io del tutto all’oscuro delle dinamiche del mercato elettrico, ho fatto bene a insospettirmi? Posso realmente avere degli sconti sugli oneri di rete?

Come stanno in realtà le cose L’energia che arriva nelle nostre case è gestita dai distributori attraverso concessioni statali che hanno durata ventennale. Sebbene possa accadere che in una determinata zona cambi il distributore, tuttavia la cosa è estremamente rara e con tempi piuttosto lunghi. E anche nel caso in cui fosse accaduto, i distributori non sono assolutamente autorizzati ad applicare sconti sugli oneri di rete. Gestire la rete significa, manutenerla, ampliarla e riparare i guasti. Tutte queste operazioni sono remunerate con tariffe stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (su mandato di specifiche leggi dello Stato) e il cliente finale paga in bolletta sotto forma di “tasse”, più propriamente dette “oneri di rete” (quota fissa, quota energia, ecc.). Se gli oneri di rete diminuiscono, i minori costi vengono automaticamente applicati in bolletta, senza che il cliente finale debba fare nulla. 

L'AZIENDA *** HA VINTO L'APPALTO, SE SIGLA IL CONTRATTO LA RIMBORSIAMO

Eva: un ragazzo ha suonato alla mia porta ed ha mostrato in maniera fulminea un A4 con scritto sopra **** in bianco e nero. Insomma ha detto di essere dell’**** e che un annuncio affisso dal condominio aveva avvertito della sua visita. Io ho negato che ci fosse quell’avviso, e lui ha insistito. Non volendo essere oltremodo scortese, non ho insistito. Poi mi ha chiesto di fargli vedere le bollette del gas e dell’elettricità per vedere l’ammontare delle mie spese per queste forniture: secondo lui era evidente che pagavo tantissimo per via dei costi di gestione, perché i gestori di gas/elettricità secondo lui avevano subappaltato a ditte esterne il trasporto e la logistica delle loro materie. Ora in Emilia Romagna aveva vinto l’appalto l’azienda genovese ****, per cui mi chiedevano di passare a loro, mantenendo comunque i fornitori che avevo scelto. Io non ero convinta della cosa, perché mi sembrava un po’ assurdo, ma lui ha insistito sullo stato delle cose che mi aveva appena delineato e ha aggiunto che, firmando dei documenti avrei avuto indietro già subito 60 €, e poi nel tempo mi avrebbero scalato i costi in più già sostenuti. Ho anche letto cosa c’era scritto nel contratto, in effetti diceva che decidevo di cambiare fornitore, non sub appaltatore. Al che gliel’ho fatto notare, e lui di nuovo mi ha ribadito tutto il discorso sottolineando che non cambiavo assolutamente il venditore (fornitore di energia), ma il distributore.

Come stanno in realtà le cose Il distributore di energia (gas o elettricità) non può applicare costi diversi per i servizi di gestione delle reti che opera. Le tariffe per i servizi forniti dal distributore per la gestione di rete sono identici su tutto il territorio nazionale perché stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (su mandato di specifiche leggi dello Stato) e devono essere applicate tali e quali, senza la possibilità alcuna di prevedere aumenti o sconti. L’aumento o la diminuzione degli oneri di rete li può decidere solo l’Autorità e il distributore a queste deve attenersi. 

SONO DELLA RETE DI DISTRIBUZIONE, ABBIAMO FATTO DEI MIGLIORAMENTI

Edoardo: Un giorno mi suona alla porta un signore che dice di essere un addetto alla rete di distribuzione che mi fornisce l’energia elettrica. Siccome avevano provveduto a fare dei miglioramenti sulle linee della mia zona, avrei avuto diritto a un prezzo dell’energia elettrica più basso. Per avere diritto a questo sconto, avrei dovuto firmare dei documenti.

Come stanno in realtà le cose Le migliorie, eventualmente, apportate alla rete di distribuzione sono remunerate con tariffe stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (su mandato di specifiche leggi dello Stato), pagate dal cliente finale in bolletta sotto forma di “tasse”, più propriamente dette “oneri di sistema” (quota fissa, quota energia, ecc.). Nessun venditore può applicare sconti sulla vendita dell’energia per migliorie effettuate sulla rete. Se gli oneri di rete diminuiscono per via di dette migliorie o per qualsiasi altro motivo, i minori costi vengono automaticamente applicati in bolletta, senza che il cliente finale debba fare nulla.

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