Il fornitore cooperativo di energia elettrica rinnovabile, sostenibile, etica   |   SOCI ÈNOSTRA:  15.199   |   AREA RISERVATA

 

Stop alle Truffe

Con l’avvicinarsi della fine del mercato tutelato, stabilita per l’1 luglio 2024, e circa 9 milioni di utenze che potrebbero decidere di cambiare fornitore, i tentativi di truffa e le telefonate condotte con modalità e scopi illeciti aumentano. Per aiutare sociə di ènostra e consumatorə a difendersi dai “venditori d’assalto”, ènostra ha previsto il servizio “Stop alle truffe”, che raccoglie alcune testimonianze di consumatorə vittime di truffe e raggiri legati ai contratti di elettricità, seguite da un’analisi che suggerisce come difendersi.
Innanzitutto, degli utili suggerimenti su cosa fare per evitare di cadere in trappola, seguiti da alcune indicazioni sulle azioni da intraprendere se si è sottoscritto un contratto senza volerlo.
Poi, le testimonianze dei consumatorə. Vi invitiamo a consultare il servizio e a segnalarci altre esperienze che vadano ad arricchire la casistica e offrano la possibilità di fare corretta informazione. NB: per questioni legate alla privacy e al “bon ton”, i nomi dei consumatori sono stati modificati e quelli delle aziende omessi.

Lo sportello di ènostra contro le truffe

Raccontaci qui la truffa di cui sei stato vittima o segnalaci dubbi su potenziali telefonate illecite: compila il form.

Nome (richiesto)

Email (richiesta)

Oggetto

Racconta la tua esperienza o chiedici un consiglio


Suggerimenti e indicazioni per chi ha subito una truffa

SUGGERIMENTI PER EVITARE TRUFFE E RAGGIRI

Cominciamo con una raccomandazione, che vale sempre: quando qualcuno si presenta alla vostra porta o vi chiama al telefono, ha l’obbligo di identificarsi specificando l’azienda per cui opera e il suo nome e cognome. Questi dati vanno debitamente appuntati su un pezzo di carta, sia perché questo gesto costituisce un efficace deterrente, sia perché tali dati potranno essere utili per eventuali reclami presso l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA), la quale prevede multe molto salate per le aziende che non rispettano i canoni deontologici della tentata vendita.

Mai comunicare il Codice POD: POD sta per Point of Delivery, in italiano punto di prelievo. In pratica, si può dire che il Codice POD rappresenta la “targa” che identifica il preciso punto di prelievo dell’energia elettrica. Solitamente lo troviamo nella parte alta della bolletta, è costituito da una serie di 14 numeri e lettere, ed inizia sempre con la sigla IT. Essendo il codice POD legato alla propria utenza, è certamente un rischio comunicarlo a soggetti sconosciuti, che si presentano alla porta o che lo chiedono al telefono. Con quel codice, infatti, diamo accesso al nostro punto di presa, al nostro contatore, al nostro nome e al nostro indirizzo. Dati sensibili che potrebbero servire a far firmare contratti truffaldini. Per maggiori informazioni, invitiamo a leggere la testimonianza dedicata al codice POD, più in basso in questa pagina.

COSA FARE SE AVETE SOTTOSCRITTO UN CONTRATTO INVOLONTARIAMENTE

Se avete mostrato una bolletta, il vostro contatore, o comunicato il POD dell’utenza, e avete la sensazione (o la certezza) di aver involontariamente sottoscritto un nuovo contratto di fornitura elettrica con un altro gestore, avete diritto a 14 giorni per esercitare il diritto di ripensamento se il contratto fosse stato eventualmente concluso.
Per rimanere con ènostra ed evitare il passaggio della fornitura ad altre società, vi proponiamo un possibile testo da mandare alla società che vi ha richiesto i dati (possibilmente via pec@, altrimenti anche con una semplice mail, magari chiedendo conferma di avvenuta lettura) unitamente -se lo trovate sul sito- al modulo di ripensamento, opportunamente compilato e firmato.

***

A – Inserite nell’oggetto della mail:
“Comunicazione di recesso ai sensi del decreto legislativo 21 febbraio 2014, n. 21”

B- Inserite nel testo della mail:

“Esercitando il diritto di ripensamento se il contratto fosse stato eventualmente concluso in modalità telefonica, (come da Delibera 06 aprile 2017 n. 228/2017/R/com2) comunico, ai sensi dell’art. 54 del codice di Consumo, che intendo disdire il contratto eventualmente concluso con la vostra società in data [inserire la data]
Confermo quindi che NON desidero effettuare un cambio di fornitore per il contratto di elettricità identificato dal POD (codice contatore) [inserire il codice POD del contatore che avete comunicato alla società] ma intendo rimanere con ènostra, mio fornitore attuale”.

C– Se avete trovato sul sito internet della società che vi ha contattati il modulo di ripensamento, potete compilarlo ed allegarlo alla mail, aggiungendo al testo

“Si allega modello di ripensamento debitamente firmato”

In fede,

[firma]

Testimonianze e suggerimenti su come difendersi

UNA LEGGE LA OBBLIGA A PASSARE ALLA FASCIA ORARIA F3. FIRMI QUI - TESTIMONIANZA DI ALESSIO DEL 29 MARZO 2019

“Un agente commerciale di *** si è presentato alla mia porta palesandomi la necessità di firmare dei documenti, per via dell’entrata in vigore della “legge 124”. Secondo il mio interlocutore, tale legge obbliga al passaggio ad un’unica fascia oraria di consumo e cioè la F3.
Nonostante le mie perplessità e la mia dichiarata volontà di voler continuare con l’attuale fornitura, insisteva col sostenere che ènostra sarebbe rimasto il mio “gestore”. Tuttavia, avendo io un contatore di proprietà di ***, non potevo “sottrarmi” a quanto stabilito dalla “presunta” legge. È arrivato persino a dirmi che, la mancata firma, mi avrebbe costretto a recarmi presso gli uffici di *** per compilare e firmare gli stessi moduli, con il rischio di sorbirmi cinque o sei ore di coda. Una volta letti i “moduli” mi è stato immediatamente chiaro che si trattava di un cambio di fornitura. Gliel’ho fatto notare, ma il mio interlocutore ha continuato a negare l’evidenza.  Credo sia l’unico Paese al mondo in cui l’inefficienza conclamata di un’azienda si trasforma in un’arma commerciale!

 

Come stanno in realtà le cose

Alessio è stato molto accorto, ha letto la documentazione prima di firmare e ha evitato una palese truffa. Non esiste, infatti, nessuna legge 124 che obblighi al passaggio ad un’unica fascia oraria. Da quando il mercato italiano dell’elettricità è stato liberalizzato, ognuno di noi può scegliere le diverse tipologie di tariffe offerte sul mercato e che possono essere, per esempio, di tipo monorario (quando scegliamo di pagare l’energia elettrica allo stesso prezzo in qualsiasi ora del giorno) o di tipo multi-orario (quando scegliamo di pagare l’energia a prezzi diversificati, a seconda della fascia oraria – F1, F2 e F3).
Ribadiamo, la modalità con cui pagare l’energia (con o senza fasce orarie) è una scelta del consumatore sulla base di quello che gli offre il venditore di energia, allo stesso modo in cui accade nel mercato della telefonia: ognuno di noi può scegliere un’offerta di prezzo più adatta alle nostre esigenze.
Rispetto alle altre affermazioni dell’agente commerciale, precisiamo che ènostra non è un gestore, ma un venditore di energia. I contatori sono, invece, gestiti dal distributore che, secondo la legge italiana, non possono vendere energia. Il loro compito è quello di gestire la rete di distribuzione (quella che porta l’energia nelle nostre case) e i contatori, curando il servizio di misura dell’energia che consumiamo. La remunerazione dei distributori è regolata da tariffe fissate dall’Autorità per l’energia. Perciò, non c’è nessun nesso tra i costi di trasporto e misura e il prezzo dell’energia. I primi sono regolati secondo specifiche tariffe definite da un ente super partes come l’Autorità, mentre il prezzo dell’energia venduta è stabilito dal contratto di fornitura che avete liberamente scelto aderendo alle offerte del vostro fornitore.

STA PAGANDO UNA BOLLETTA MOLTO ALTA PER VIA DI UNA MODIFICA ALLE RETE DI DISTRIBUZIONE - TESTIMONIANZA DI BARBARA DEL 17 GENNAIO 2019

“Mi chiamo Barbara e vivo in Sardegna. Un giorno ricevo una telefonata con numero visibile da Roma. Niente di strano: lavoro nella Pubblica Amministrazione e mi capita spesso di parlare con uffici romani. La persona al telefono mi dice di chiamare per conto del Servizio Elettrico Nazionale (l’ente che gestisce il servizio di maggior tutela); parla italiano ma non si capisce bene. E questo mi predispone ad essere comprensiva, visto il momento storico privo di umanità che stiamo vivendo. Mi dice che sto pagando una bolletta molto alta,  perché non è stato fatto ancora l’aggiornamento che mi era dovuto in seguito al passaggio della distribuzione dell’energia dalla Basilicata direttamente a Cagliari. Mi chiede di prendere la bolletta, ma gli dico di non averla. Ero, infatti, un po’ perplessa: non avevo sentito mai parlare di questo passaggio. Mi chiede se può richiamare il giorno successivio e gli dico di sì. Chiusa la telefonata, ci penso su e più ci penso e più la cosa mi puzza di ‘bruciato’. Il mio compagno, che si occupa di energia nella Pubblica Amministrazione, mi conferma che la cosa e quantomeno strana e mi consiglia di  cercare il numero su google, dove trovo conferma che si tratta di una truffa. Il numero incriminato é questo: +390697888845.
Non escludo che, avendo avuto a tiro la bolletta, avrei potuto cascarci. Sapevano il mio numero di cellulare e sapevano il mio nome e cognome. Sto valutando una segnalazione alla polizia postale”.

Aziende multate per condotte abusive

Come ha già sottolineanto Barbara, il mancato aggiornamento dei costi in bolletta a causa del fantomatico passaggio della distribuzione dalla Basilicata a Cagliari è a dir poco surreale. Come abbiamo più volte ribadito in questo nostro servizio dedicato ai consumatori, l’attività di vendita è slegata dall’attività di distribuzione. I distributori vengono remunerati con tariffe regolate e fissate dall’Autorità per l’energia. Se quest’ultima decide di modificarle, gli eventuali aumenti vengono applicati automaticamente in bolletta e in modo uniforme a tutti i consumatori, a prescindere da quale sia il fornitore di energia.

Altro punto più spinoso. Barbara si meraviglia, giustamente, del fatto che chi era all’altro capo del telefono conoscesse il suo nome e il suo numero di telefono. Come è possibile ciò? È, naturalmente, difficile dire con sicurezza come l’operatore telefonico sia venuto a conoscenza di questi dati. Vi possiamo solo segnalare che, nella riunione del 20 dicembre 2018, l’Autorità Garante per la Concerrenza e il Mercato (anche nota come Antitrust) ha deciso di comminare una multa per complessivi 109 milioni di euro a due grandi aziende che vendono energia. Come speficificato in un comunicato stampa dell’Antitrust, le due aziende “hanno sfruttato in modo illegittimo le prerogative derivanti dall’essere fornitori di maggior tutela, per realizzare una dichiarata politica di «traghettamento» della clientela già rifornita a condizioni regolate verso contratti a mercato libero. In particolare, l’istruttoria ha accertato che sia *** – almeno a partire dal gennaio 2012 e almeno fino al maggio 2017 -, sia *** – almeno dal 2014 e fino a tutto il 2017 – hanno raccolto i consensi privacy dei clienti serviti in maggior tutela ad essere contattati a scopo commerciale e hanno poi utilizzato tali liste «consensate» per formulare agli stessi clienti tutelati offerte mirate, volte a far stipulare loro un contratto sul mercato libero”.

IL PASSAGGIO A ÈNOSTRA COMPORTA L'AUMENTO DEI COSTI DI TRASPORTO - TESTIMONIANZA DI SERENA DELL'8 GENNAIO 2019

Mi chiamo Serena e sto effettuando il passaggio a ènostra. Mi ha chiamato l’azienda *** per dirmi che il cambio di fornitura che sto effettuando comporterà l’aumento dei costi di trasporto e di misura dell’energia. Ho tagliato corto, dicendo che mi stava bene così: qualunque fossere gli aumenti, volevo comunque passare a ènostra. Ma poi mi sono chiesta, avrò fatto bene? Aumeteranno davvero questi costi?”.

Come stanno in realtà le cose

Da quando il mercato italiano dell’elettricità è stato liberalizzato, le attività di produzione e vendita sono oggetto di libero mercato: l’energia può essere prodotta e venduta in qualsiasi luogo, senza nessuna restrizione di confini per la vendita e con la sola restrizione delle autorizzazioni alla costruzione e esercizio dell’impianto per la produzione. Le attività di distribuzione (che include anche il servizio di misura) e trasmissione (o trasporto) dell’energia, invece, sono gestite da società detti distributori e la loro remunerazione è regolata da tariffe fissate dall’Autorità per l’energia. Perciò, non c’è nessun nesso tra i costi di trasporto e misura e la vendita dell’energia. I primi sono regolati secondo specifiche tariffe definite da un ente super partes come l’Autorità, mentre il prezzo dell’energia venduta è stabilito dal fornitore che avete scelto.
Quando cambiate fornitore le tariffe per il trasporto e la misura (che fanno parte, insieme ad altri, dei cosiddetti oneri di rete) saranno sempre quelli, qualsiasi sia il fornitore che sceglierete. Tali costi possono cambiare solo se lo decide l’Autorità, unico ente preposto a farlo. E se vengono cambiati, il loro aumento o diminuzione sarà applicato in bolletta in modo automatico e per  tutti i consumatori, a prescindere dal fornitore che gli vende l’energia e a prescidere dal fatto che stiano o meno cambiando fornitore.

Altro punto. Chi ha chiamato Serena diceva di sapere che stava cambiando fornitore.  A questo proposito, è bene tenere sempre presente che parti terze possono solo pressupporre che stiate cambiando fornitore. Nessun altro, oltre al consumatore, al distributore locale e al fornitore, può sapere che state stipulando o che avete appenta stipulato un contratto.
In altre parole, i dati che il consumatore fornisce al venditore quanto stipula un contratto di fornitura rimangono strettamente legati a quel contratto di fornitura e nessuno può accedervi. Chi dice di sapere che avete cambiato fornitore non lo può sapere per certo: utilizza solo domande capziose per saperlo da voi. A partire da quella informazione può orchestrare il raggiro, spaventandovi con fantomatici costi aggiuntivi o chissà cos’altro. La soluzione sta sempre nel non rispondere alle domande e controbattere chiedendo all’interlocutore di identificarsi e di precisare lo scopo della telefonata.

PAROLE INGANNEVOLI - TESTIMONIANZA DI PIETRO DEL 7 GENNAIO 2019

Sono un vostro nuovo socio e, dal prossimo 1° febbraio, anche un vostro utente. Ho letto la vostra pagina “Stop alle truffe” e ho ritrovato molte esperienze che ho conosciuto io stesso. Ve ne segnalo un’altra,  forse meno grave ma altrettanto sgradevole. Cerco sempre di manenermi cortese con chi è all’altro capo del filo. Qualche volta, però, è molto difficile chiudere la conversazione, e una volta mi sono lasciato andare a dire «Va bene, mi mandi una proposta». Ora ‘proposta’ vuol dire un’offerta che tu,  fornitore,  fai a me, potenziale cliente, e che valuterò se accettare. Mi sono ritrovato, invece, con una mia richiesta di fornitura già accettata dall’impresa. Ho dato disdetta nei dieci giorni previsti per legge, ma la bocca è rimasta amara.”.

Un caso frequente

Purtroppo, il caso raccontatoci dal nostro socio Pietro è molto frequente. Per questo si consiglia di non fornire mai i propri dati, ma di riservarsi di consultare il sito dell’azienda prescelta o chiamare personalmente quando si ha effettivamente intenzione di cambiare fornitore.

DOBBIAMO AGGIORNARE IL COEFFICIENTE. FIRMI QUI! - TESTIMONIANZA DI ROBERTO DEL 23 DICEMBRE 2018

“Mi chiamo Roberto e ho stipulato un contratto con ènostra. Il 23 ottobre hanno suonato alla mia porta di casa tre persone, una delle quali si è presentata come capo area del fornitore X.
Dopo i convenevoli di rito, mi ha chiesto di mostrargli una bolletta della mia fornitura di energia elettrica.
Ho fatto presente che non ero in fornitura con X ma con ènostra, ma mi ha risposto che gli serviva visionare la bolletta per controllare un parametro attinente al contatore.
Dopo aver guardato la bolletta mi dice che, al momento, sul mio contatore non era attiva la telelettura e che, quindi, c’era bisogno di aggiornare il coefficiente; e mi mostrano un modulo da compilare e firmare.
Per indurmi a firmare, mi indicano sulla bolletta il fantomatico “coefficiente”,  facendo riferimento alla cifra che corrisponde alla voce “componente energia”.  E mi dicono: “vede, qui è 0,11, invece dovrebbe essere 0,8.”
Dopo avergli chiesto cosa centrasse il costo dell’energia con la telettura e il contatore, mi ha farfugliato cose senza senso e, infine, mi ha detto che comunque, se fossi passato a X, avrei potuto usufruire della telettura, al momento non attiva.
Al che, le ho fatto notare come ciò che mi stava dicendo fosse gravissimo: l’impresa che si occupa della distribuzione dell’energia nella mia zona, anche se appartiene allo stesso gruppo cui appartiene l’azienda X da loro rappresentata, non poteva fare discriminazioni.
La loro risposta è stata: “… sa è una questione di priorità: i nostri clienti vengono prima”.
Alla fine non ho firmato nulla, ma ho il forte sospetto che i documenti presentatimi fossero un contratto per il cambio di fornitore e non un modulo per aggiornare il  fantomatico “coefficiente”.

Come stanno in realtà le cose

Come, giustamente, ha sottolineato Roberto, l’impresa che si occupa della distribuzione dell’energia in una certa zona, anche se appartiene allo stesso gruppo cui appartiene l’azienda che vende energia, non può fare nessun tipo di discriminazione: il servizio di distribuzione deve garantire parità di trattamento a tutti gli utenti serviti, a prescindere da chi gli vende l’energia. E questo vale, naturalmente, anche per il servizio di telettura.

Inoltre, va sottolineato che, sebbene possa accadere che il distributore debba fare qualche aggiornamento al contatore, solitamente ciò avviene in automatico senza la necessità di firmare alcunchè. Gestire la rete significa, manutenerla, ampliarla, riparare i guasti e ammodernarla. Tutte queste operazioni sono remunerate con tariffe stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (su mandato di specifiche leggi dello Stato) e il cliente finale paga in bolletta sotto forma di “tasse”, più propriamente dette “oneri di rete” (quota fissa, quota energia, ecc.). Se qualcosa viene aggiornato o modificato, i relativi costi vengono automaticamente applicati in bolletta, senza che il cliente finale debba fare nulla.

SE FIRMA IL CONTRATTO, L'ENERGIA GLIELA VENDIAMO NOI E LA BOLLETTA CONTINUERA' A RICEVERLA DA ÈNOSTRA! - TESTIMONIANZA DI PAOLO DEL 4 SETTEMBRE 2018

“Mi chiamo Paolo e ho stipulato un contratto con ènostra. Sono stato contattato dall’azienda X per cambio di tariffa da 0,15 a 0,07  €/kWh. Ho precisato che volevo continuare con ènostra e loro mi hanno assicurato che avreste continuato a mandarmi voi la bolletta e che io avrei cambiato solo fornitore; il gestore sarebbe rimasto ènostra”.

Come stanno in realtà le cose

Da quando il mercato italiano dell’elettricità è stato liberalizzato, l’attività di vendita dell’energia è oggetto di libero mercato. Se il consumatore sceglie, sul libero mercato, di comprare l’energia dal venditore Y e firma il contratto di fornitura, sarà solo e sempre Y a vendergli l’energia e a inviargli la bolletta. L’invio della bolletta è parte integrande dell’attività di vendita. Non può essere inviata da un “gestore”.
Altra cosa sono le attività di gestione della rete che porta l’energia nelle nostre case e che si divide in attività di trasmissione e in attività di distribuzione. La prima è svolta da Terna che si occupa dell’esercizio, della manutenzione e dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale su cui viene “trasportata” la corrente ad alta e altissima tensione. L’attività di distribuzione è invece svolta dai distributori che gestiscono la reti su cui “viaggia” l’energia in alta, media e bassa tensione. Il distributore non può vendere energia, ma si deve limitare, per legge, a gestire la rete di distribuzione avuta in concessione dallo Stato.
Ciò che induce spesso in confusione gli utenti finali sta nel fatto che molto spesso i distributori hanno un nome simile a quello dei venditori perchè fanno parte dello stesso gruppo societario. Tuttavia, sebbene appartengano allo stresso gruppo, le loro attività di vendita e distribuzione sono e debbono essere svolte, per legge, da società nettamente distinte tra loro.

UN VENDITORE LE HA APPLICATO UN CONTRATTO CON DOPPIA BOLLETTA! - TESTIMONIANZA DI VINCENZO DEL 3 APRILE 2018

“Mi chiamo Vincenzo e ho stipulato un contratto con ènostra la cui fornitura dovrebbe essere attiva dal 1° aprile 2018. Il giorno 28 marzo, ricevo una telefonata: l’operatrice sostiene di chiamare per conto di Y-Energia in cui mi viene detto che ho fatto richiesta di cambio gestore (vero), ma che un’altra società, precisamente la V-Elettricità, ha attivato fraudolentemente un contratto per cui rischio di ricevere doppia bolletta. Io comunico (incautamente) di essere passato a ènostra ma, concludendo che si tratta della tipica proposta commerciale, tronco la telefonata.
Il giorno dopo ricevo una telefonata, l’interlocutore sostiene di chiamare da parte di ènostra, ribadisce che V-Elettricità ha attivato una fornitura non autorizzata a mio nome, mi informa che passeranno la mia pratica ad una “autorità territoriale”, l’unica in grado di annullare tale contratto, che non devo fare nulla e che verrò contattato da tale autorità.
Dopo un’ora circa ricevo un’altra telefonata e l’operatrice sostiene di chiamare da parte di questa fantomatica autorità territoriale (fornisce anche un nome che non ricordo) e di avere ricevuto il mio fascicolo. Insospettito (se non altro dalla celerità poco italica della pratica…), richiedo un loro riferimento telefonico per potermi prima informare, mi viene risposto in sostanza che questa è la mia unica possibilità, richiedo di parlare con un responsabile e la comunicazione viene troncata.
Tutte le telefonate sono provenute da quello che appariva evidentemente come un call-center e le operatrici avevano accento straniero, mi sbaglierò ma più ci rifletto e più giurerei che fosse sempre la stessa persona a chiamare. Mi è sembrata una vera e propria truffa elaborata presupponendo un cambio di gestore (cosa probabile in questo periodo) per:
• farsi dire il nome del nuovo gestore,
• chiamare da parte del nuovo gestore,
• sostenere la falsa fornitura da annullare,
• sostenere il passaggio della pratica ad una autorità competente,
• chiamare da parte di tale autorità,
• immagino, estorcere un contratto.”

Come stanno in realtà le cose

Come, giustamente, ha sottolineato Vincenzo – “la truffa contiene un granello di verità (il cambio di gestore) e con questo appiglio mi hanno preso in contropiede”. Per fortuna, Vincenzo ha tenuto alta la guardia, evitando di vedersi assegnare una fornitura di energia che non aveva scelto.
In ogni caso, è bene tenere sempre presente che, come dice giustamente il nostro socio, parti terze possono solo pressupporre che stiate cambiando fornitore. Nessun altro, oltre al consumatore, al distributore locale e al fornitore, può sapere che state stipulando o che avete appenta stipulato un contratto.
Allo stesso modo nessuno può sapere se un’azienda sta applicando un contratto fraudolento a un consumatore, a meno che il consumatore stesso non ne faccia denuncia alle autorità preposte. Queste ultime, inoltre, non potranno mai chiamarvi di propria iniziativa, semplicemente perchè non dispongono dei vostri dati, a meno che non siate voi a fornirli in seguito a una specifica denuncia.
Per riassumere, i dati che il consumatore fornisce al venditore quanto stipula un contratto di fornitura rimangono strettamente legati a quel contratto di fornitura e nessuno può accedervi. A meno, ripetiamo, di una denuncia specifica da parte del consumatore stesso.
Chi dice di sapere che avete cambiato fornitore non lo può sapere per certo: utilizza solo domande capziose per saperlo da voi. A partire da quella informazione può orchestrare il raggiro, spaventandovi con fantomatiche doppie bollette o chissà cos’altro. La soluzione sta sempre nel non rispondere alle domande e controbattere chiedendo all’interoloture di identificarsi e di precisare lo scopo della telefonata. [/vc_column_text]

COSA SI RISCHIA A COMUNICARE IL CODICE POD - TESTIMONIANZA DI FERNANDO DEL 20 OTTOBRE 2017

Il caso di Fernando: oggi pomeriggio ha suonato al campanello di casa un signore presentandosi come un agente del libero mercato. Mi ha chiesto di mostrargli le prime 5 cifre del Codice POD. Per gentilezza e in attesa di capire cosa volesse davvero comunicarci, gliel’ho mostrato. Tuttavia, una volta capite le sue intenzioni, l’ho congedato senza aver firmato o dato l’autorizzazione a nulla. Rischio qualcosa?

Come stanno in realtà le cose

Prima di rispondere alla domanda di Fernando, spieghiamo il significato del codice POD. POD sta per Point of Delivery, in italiano punto di prelievo. In pratica, si può dire che il Codice POD rappresenta la “targa” che identifica il preciso punto di prelievo dell’energia elettrica. Solitamente lo troviamo nella parte alta della bolletta, è costituito da una serie di 14 numeri e lettere, ed inizia sempre con la sigla IT. Nella foto l’esempio della posizione del POD nella bolletta di ènostra:

codice pod-fattura

In particolare, la serie di 14 numeri è così composta:
• le prime due lettere rappresentano la nazione (IT, nel caso dell’Italia)
• le successive tre cifre sono, invece, il codice identificativo della società di distribuzione;
• la lettera successiva è una E, e indica la fornitura di energia elettrica;
• le successive otto (o 9) cifre rappresentano, invece, il punto di prelievo esatto e rappresentano anche il codice cliente. Esse sono presenti anche nel display a cristalli liquidi del contatore, dove è riportato per intero il codice cliente (e cioè le ultime otto o nove cifre del POD).

A cosa serve
Chiunque abbia un’utenza elettrica ha dunque un suo Codice POD che identifica in maniera univoca quel punto di presa, servito da quel contatore, a quello specifico indirizzo. Per tale motivo, questa serie di numeri assume un ruolo di fondamentale importanza quando decidiamo di cambiare fornitore, quando abbiamo bisogno di fare una voltura o effettuare un subentro.
In tutti questi casi, il fornitore di energia, oltre ad altri dati legati all’edificio e all’utente, ha bisogno del Codice POD, altrimenti non può mandare avanti la pratica.

I rischi legati alla comunicazione del POD
Torniamo alla domanda del nostro socio: “rischio qualcosa a comunicare il codice POD”? Essendo il codice POD legato alla propria utenza, è certamente un rischio comunicarlo a soggetti sconosciuti, che si presentano alla porta o che lo chiedono al telefono. Con quel codice, infatti, diamo accesso al nostro punto di presa, al nostro contatore, al nostro nome e al nostro indirizzo. Dati sensibili che potrebbero servire a far firmare contratti truffaldini.
Dal 1° maggio 2017, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha previsto nuove regole a tutela dei consumatori che stipulano contratti via telefono o internet (v. news Contratti non richiesti: dal 1° maggio maggiori garanzie e ripristino veloce).
Questo certo ci salvaguarderà un po’ di più, ma ricordiamolo sempre: la bolletta e il Codice POD in essa contenuto sono dei documenti e non devono essere mostrati o comunicati con leggerezza a sconosciuti.

FORNITORE, DISTRIBUTORE, PRODUTTORE... FACCIAMO UN PO' DI CHIAREZZA - TESTIMONIANZA DI ARMANDO DEL 13 GENNAIO 2017

Il caso di Armando: Un giorno sono stato contattato al telefono da *** che mi chiedeva dati relativi alle bollette del fornitore che mi vendeva l’energia precedentemente a ènostra. Abbiamo concordato che mi richiamassero in serata, in modo da controllare alcuni dati sull’ultima mia bolletta con il vecchio fornitore ***, in particolare i costi di distribuzione di energia elettrica. A detta del mio interlocutore, a partire dal 2017 i costi di distribuzione avrebbero subito un netto calo, perché il mio vecchio fornitore, insieme ad altri, come *** e ***, avrebbero prodotto in Italia l’energia elettrica a me venduta. Al mio ribattere di essere dal 1° ottobre cliente di ènostra, mi è stato detto che ènostra cura solo la parte distributiva, mentre c’era un’altra parte della fornitura gestita dall’azienda elettrica da cui mi stavano chiamando, e cioè ***. E su questa parte gestita da ***, hanno cercato di farmi sottoscrivere telefonicamente un nuovo contratto. Siccome la cosa mi sembrava poco chiara, non ho accettato è mi sono riservato prima di chiedere chiarimenti a ènostra.

Come stanno in realtà le cose

Ad Armando è stato detto che “a partire dal 2017 i costi di distribuzione avrebbero subito un netto calo”. A rigor di termini, questa affermazione non è né vera né falsa. Ma pensando allo scopo del venditore possiamo addurle un velo di falsità: a partire dal 2017 non ci sarà nessun “netto calo dei costi di distribuzione”, ma una loro rimodulazione. Spieghiamo meglio: la riforma in atto delle tariffe elettriche, già avviata dall’Autorità a partire dal 1° gennaio 2016 e che sarà pienamente operativa a partire al 1° gennaio 2018, sta rimodulando i costi di distribuzione e non solo. Più precisamente sta rimodulando la tariffa di rete (cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e la tariffa per gli oneri di sistema (cioè i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico), in modo da superare la progressività delle tariffe rispetto ai consumi, che precedentemente prevedeva minori costi per chi consumava meno e maggior costi per chi consumava di più. Eliminare la progressività della tariffa significa rendere le tariffe uguali per tutti e per ogni livello di consumo. Nella realtà dei fatti (e qui la falsità di quanto detto ad Armando viene meglio alla luce), chi prima consumava meno pagherà un po’ di più e chi prima consumava di più pagherà un po’ meno (per maggiori informazioni v. Le novità del mercato elettrico dal 1 gennaio 2017). Insomma, nessun “netto calo”. E non solo, tutto ciò non dipenderà affatto dal luogo in cui le aziende producono l’energia (in Italia o all’estero, in Lombardia o in Sicilia). Da quando il mercato italiano dell’elettricità è stato liberalizzato, le attività di produzione e vendita sono oggetto di libero mercato: l’energia può essere prodotta e venduta in qualsiasi luogo, senza nessuna restrizione di confini per la vendita e con la sola restrizione delle autorizzazioni alla costruzione e esercizio dell’impianto per la produzione.

Definizioni mercato elettricoLe attività di distribuzione e trasmissione dell’energia, invece, sono gestite da società detti distributori (v. tabella Alcune definizioni utili) e la loro remunerazione è regolata da tariffe fissate dall’Autorità, le medesime che abbiamo citato prima: tariffe di rete e oneri generali di sistema. Non c’è nessun nesso tra la distribuzione e il luogo in cui viene prodotta l’energia, chi la produce e chi la vende che possa incidere sui costi di distribuzione. Nessun minor costo di distribuzione può essere concesso liberamente al cliente, se non su mandato dell’Autorità. A rigor di termini, può accadere che i minori o maggiori costi delle tariffe elettriche possono dipendere da complicati meccanismi utilizzati per garantire la continuità della fornitura ed evitare di compromettere il funzionamento del sistema elettrico; e su questi meccanismi può incidere la maggiore o minore produzione di energia nazionale o la maggiore o minore quantità di energia importata. Ma questi costi sono sempre regolati dall’Autorità e non dal fornitore di energia.

Altro punto. Ad Armando è stato detto: “ènostra cura solo la parte distributiva, mentre c’era un’altra parte della fornitura gestita dall’azienda elettrica da cui mi stavano chiamando, e cioè ***. E su questa parte gestita da ***, hanno cercato di farmi sottoscrivere telefonicamente un nuovo contratto”. ènostra non distribuisce energia ma la vende. È un fornitore. È bene tener presente che un cliente non può avere una fornitura di energia, intesa come vendita, gestita in parte da un’azienda e in parte da un’altra. Il cliente finale non può avere contemporaneamente due fornitori, ma un solo fornitore che gli vende l’energia e un solo distributore che gliela porta a casa. La confusione in Italia nasce spesso dal fatto che molti gruppi societari svolgono sia l’attività di produzione, sia quella di vendita che quella di distribuzione. Ma la legge impone che, sebbene le società facciano capo allo stesso gruppo societario, le attività che svolgono devono essere tra loro nettamente separate (si parla in gergo di unbundling). Facciamo un esempio: il gruppo societario Y ha tre società:

• Y-distribuzione, che si occupa di consegnare l’energia elettrica nelle nostre case, attraverso le reti di distribuzione a media e bassa tensione. Come ogni altro distributore, Y-distribuzione gestisce una rete di distribuzione che ha avuto in concessione dallo Stato; inoltre, essendo proprietario dei contatori, si occupa della lettura dei consumi, che comunica al fornitore per il calcolo dell’importo dovuto dal cliente. La sua attività è remunerata (pagata) secondo precise regole dettata dall’Autorità;

• Y-Energia, che vende energia e per questo è anche definito fornitore (vedi Tabella)

• Y-Produzione, che è proprietaria di un certo numero di centrali elettriche con cui produce energia che può vendere all’ingrosso, attraverso il mercato elettrico, o al dettaglio.

Ora, sebbene Y-Energia faccia parte dello stesso gruppo societario di Y-distribuzione, non può assolutamente fare sconti sulle tariffa di rete (cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e la tariffa per gli oneri di sistema (cioè i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico). Y-Energia deve semplicemente limitarsi ad applicare nella bolletta del cliente i costi delle tariffe elettriche che il distributore gli comunica, anche se il distributore fa parte del suo stesso gruppo societario. Y-Energia può, invece, fare sconti, offerte e quant’altro su quella che in bolletta è chiamata “spesa per la materia energia”. Non può, in alcun modo, fare sconti e offerti sui “costi di distribuzione” (quelli che in bolletta sono denominati “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”), né sugli altri costi di rete in bolletta denominati “spesa per Oneri di Sistema”.

E' CAMBIATO IL DISTRIBUTORE, FIRMI QUI - TESTIMONIANZA DI GIORGIO DEL 6 GENNAIO 2017

Il caso di Giorgio: sono venuti a farmi visita delle persone che si sono qualificate come personale di **** sezione mercato. Mi hanno detto che, poiché **** aveva vinto l’appalto, la gestione del servizio di trasporto e distribuzione di gas e luce sarebbe cambiata sia in Emilia Romagna, che in Liguria. Mi hanno presentato dei documenti da firmare, assicurandomi che il mio fornitore di energia non sarebbe cambiato. Ciò che cambiava era il distributore e per usufruire degli sconti applicati dal nuovo distributore, avrei dovuto per forza firmare dei documenti.  Non ho firmato e ho chiesto loro di lasciarmi i documenti in modo che io potessi leggerli. A una prima occhiata, mi pare di capire che cambio fornitore, non distributore. Tuttavia, essendo io del tutto all’oscuro delle dinamiche del mercato elettrico, ho fatto bene a insospettirmi? Posso realmente avere degli sconti sugli oneri di rete?

Come stanno in realtà le cose L’energia che arriva nelle nostre case è gestita dai distributori attraverso concessioni statali che hanno durata ventennale. Sebbene possa accadere che in una determinata zona cambi il distributore, tuttavia la cosa è estremamente rara e con tempi piuttosto lunghi. E anche nel caso in cui fosse accaduto, i distributori non sono assolutamente autorizzati ad applicare sconti sugli oneri di rete. Gestire la rete significa, manutenerla, ampliarla e riparare i guasti. Tutte queste operazioni sono remunerate con tariffe stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (su mandato di specifiche leggi dello Stato) e il cliente finale paga in bolletta sotto forma di “tasse”, più propriamente dette “oneri di rete” (quota fissa, quota energia, ecc.). Se gli oneri di rete diminuiscono, i minori costi vengono automaticamente applicati in bolletta, senza che il cliente finale debba fare nulla.

IL SUO CONTRATTO E' IN SCADENZA! - TESTIMONIANZA DI TANIA DEL 10 NOVEMBRE 2017

“Mi chiamo Tania, la sto contattando dall’agenzia che ha in carico le scadenze che bloccano il prezzo per mettere al riparo le utenze dall’aumento dei prezzi delle bollette. Lei ha una offerta in scadenza. Il nostro responsabile è plurimandatario e vuole offrirle una panoramica di offerte al prezzo più basso”.

Come stanno in realtà le cose

Questo è il tenore della telefonata ricevuta da Luca, socio di ènostra. Si tratta di una nuova tendenza in tema di truffe finalizzate a “estorcere” contratti. Quello di Luca è solo un esempio: in una sola settimana abbiamo ricevuto almeno quattro segnalazioni in cui il motivo ricorrente era “il contratto in scadenza”. La socia Lorenza, ad esempio, ci ha raccontato di essere stata contattata dal call center di una fantomatica agenzia ènostra di Pistoia che chiedeva “un appuntamento per ricontrattare il prezzo dell’energia in quanto il mio contratto con ènostra era scaduto il 17/01/2018. Prudentemente ho sospeso qualunque impegno dichiarando che mi sarei prima informata presso la cooperativa”.

Questa nuova ingegnosa trovata per circuire il consumatore deriva dal fatto che il 1 luglio 2019 scomparirà il Servizio di Maggior tutela, pertanto il consumatore dovrà scegliere un operatore del mercato libero. E quale migliore opportunità per abbindolarlo, se non cavalcare la condizione di dover necessariamente scegliere un’alternativa entro il termine?

La verità è che non esiste un’agenzia che abbia in carico “le scadenze” e che sia autorizzata a telefonarci a casa per fare nuove proposte commerciali. Fatto ancora più grave è che in più casi gli operatori si presentano a nome di ènostra, quando non dovrebbero nemmeno sapere quale sia il nostro attuale fornitore perché solo il distributore locale detiene questa informazione.

Diffidate, dunque, da chi vi approccia con simili pretesti spacciandosi per “Gestore Italia”, “Ufficio Mercato libero” o chissà quale altra società dal nome apparentemente autorevole. L’unica cosa che cercano è di recuperare da voi sono il numero del POD e le poche informazioni sufficienti per farvi sottoscrivere, anche a vostra insaputa, un nuovo contratto. Non fornite questi dati e, se si presentano a nome di ènostra, ricordate che il nostro call center funziona solo in ricezione e, come ben ricordava Lorenza, ribadiamo ènostra non è strutturata con agenzie territoriali. La nostra strategia di sviluppo si fonda sul passaparola e sulle partnership con le organizzazioni a noi affini.

L'AZIENDA *** HA VINTO L'APPALTO, SE SIGLA IL CONTRATTO LA RIMBORSIAMO - TESTIMONIANZA DI EVA DEL 20 DICEMBRE 2016

Eva: un ragazzo ha suonato alla mia porta ed ha mostrato in maniera fulminea un A4 con scritto sopra **** in bianco e nero. Insomma ha detto di essere dell’**** e che un annuncio affisso dal condominio aveva avvertito della sua visita. Io ho negato che ci fosse quell’avviso, e lui ha insistito. Non volendo essere oltremodo scortese, non ho insistito. Poi mi ha chiesto di fargli vedere le bollette del gas e dell’elettricità per vedere l’ammontare delle mie spese per queste forniture: secondo lui era evidente che pagavo tantissimo per via dei costi di gestione, perché i gestori di gas/elettricità secondo lui avevano subappaltato a ditte esterne il trasporto e la logistica delle loro materie. Ora in Emilia Romagna aveva vinto l’appalto l’azienda genovese ****, per cui mi chiedevano di passare a loro, mantenendo comunque i fornitori che avevo scelto. Io non ero convinta della cosa, perché mi sembrava un po’ assurdo, ma lui ha insistito sullo stato delle cose che mi aveva appena delineato e ha aggiunto che, firmando dei documenti avrei avuto indietro già subito 60 €, e poi nel tempo mi avrebbero scalato i costi in più già sostenuti. Ho anche letto cosa c’era scritto nel contratto, in effetti diceva che decidevo di cambiare fornitore, non sub appaltatore. Al che gliel’ho fatto notare, e lui di nuovo mi ha ribadito tutto il discorso sottolineando che non cambiavo assolutamente il venditore (fornitore di energia), ma il distributore.

Come stanno in realtà le cose Il distributore di energia (gas o elettricità) non può applicare costi diversi per i servizi di gestione delle reti che opera. Le tariffe per i servizi forniti dal distributore per la gestione di rete sono identici su tutto il territorio nazionale perché stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (su mandato di specifiche leggi dello Stato) e devono essere applicate tali e quali, senza la possibilità alcuna di prevedere aumenti o sconti. L’aumento o la diminuzione degli oneri di rete li può decidere solo l’Autorità e il distributore a queste deve attenersi.

SONO DELLA RETE DI DISTRIBUZIONE, ABBIAMO FATTO DEI MIGLIORAMENTI - TESTIMONIANZA DI EDOARDO DEL 20 DICEMBRE 2016

Edoardo: Un giorno mi suona alla porta un signore che dice di essere un addetto alla rete di distribuzione che mi fornisce l’energia elettrica. Siccome avevano provveduto a fare dei miglioramenti sulle linee della mia zona, avrei avuto diritto a un prezzo dell’energia elettrica più basso. Per avere diritto a questo sconto, avrei dovuto firmare dei documenti.

Come stanno in realtà le cose Le migliorie, eventualmente, apportate alla rete di distribuzione sono remunerate con tariffe stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (su mandato di specifiche leggi dello Stato), pagate dal cliente finale in bolletta sotto forma di “tasse”, più propriamente dette “oneri di sistema” (quota fissa, quota energia, ecc.). Nessun venditore può applicare sconti sulla vendita dell’energia per migliorie effettuate sulla rete. Se gli oneri di rete diminuiscono per via di dette migliorie o per qualsiasi altro motivo, i minori costi vengono automaticamente applicati in bolletta, senza che il cliente finale debba fare nulla.